Procederanno in più fasi le complesse operazioni di rimozione delle macerie del ponte sul fiume Trigno, crollato il 2 aprile 2026 e nel quale perse la vita Domenico Racanati. La Procura della Repubblica di Larino ha diffuso un aggiornamento sul procedimento penale, anche alla luce delle recenti operazioni di ricerca del corpo dell’uomo nell’area adiacente al viadotto, che hanno dato esito negativo. Questa mattina si è svolto in Procura un incontro tra i magistrati impegnati nel caso, il coordinatore della struttura commissariale ANAS per la ricostruzione del ponte, affiancato da un ingegnere e un geologo di fiducia, i consulenti tecnici della Procura e i rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Al centro della riunione, il progetto predisposto per la rimozione controllata delle macerie e il cronoprogramma degli interventi. I lavori, definiti particolarmente ingenti, riguarderanno la rimozione degli impalcati, delle pile e delle strutture di fondazione dell’intero viadotto. Saranno utilizzati mezzi meccanici robotizzati per segmentare gli elementi in cemento armato, successivamente movimentati con gru e mezzi di trasporto ad alta potenza. La profondità dell’alveo del fiume nel punto in cui sono crollati i piloni renderà necessarie particolari misure di sicurezza. È prevista, infatti, anche la deviazione temporanea del corso d’acqua, attraverso strutture provvisorie protette da massi di grandi dimensioni. Resta inoltre allo studio un’alternativa: il possibile sollevamento delle campate crollate. Un’operazione che, secondo quanto evidenziato dalla Procura, presenta notevoli difficoltà e rischi, considerata anche la distanza delle sponde dal punto in cui si dovrà intervenire e la necessità di impiegare mezzi altamente specializzati. Il cronoprogramma prevede la cantierizzazione dell’area entro la metà di novembre 2026, dopo l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni e la predisposizione dei mezzi. Il dragaggio completo dell’area dovrebbe concludersi entro giugno 2027, mentre la rimozione delle campate crollate è programmata entro agosto 2027. Il dissequestro dell’area da parte della Procura sarà inizialmente temporaneo, per consentire l’esecuzione degli interventi. Diventerà definitivo una volta completata la rimozione delle campate. L’attività dei consulenti tecnici della Procura seguirà i tempi della rimozione delle macerie e sarà finalizzata all’acquisizione di elementi materiali e tecnici relativi alle fondazioni e alle pile interessate dal crollo, indispensabili per accertarne le cause. Secondo una prima stima, il costo della sola rimozione delle campate si aggirerebbe intorno a un milione di euro, mentre per la rimozione dell’intero viadotto sarebbero necessari circa 6,5 milioni di euro.



