Tra pochi giorni migliaia di studenti del basso Molise torneranno a percorrere ogni mattina le stesse strade che da quattro mesi mettono in ginocchio Santa Croce di Magliano, Bonefro, San Giuliano di Puglia e Colletorto. E quelle strade, oggi, sono ancora le stesse di aprile: dissestate, in parte chiuse, costrette a reggere un traffico per cui non sono state pensate. A cronometrare il problema, prima ancora della politica, è il Comitato Intercomunale “Pro Viabilità” intitolato al professor Errico Rosati, che nelle scorse settimane ha consegnato agli enti competenti un documento dai toni netti. Il quadro che ne emerge è quello di due arterie provinciali, la SP 40 e la SP 166, fortemente degradate e attualmente chiuse al traffico, la seconda interrotta da una frana nei pressi del bivio per San Giuliano di Puglia fin dai primi giorni dell’alluvione. Il risultato è un imbuto di percorsi alternativi inadeguati a sostenere il traffico attuale, con tempi di percorrenza insostenibili e ricadute dirette su trasporto scolastico, pendolarismo, attività commerciali oltre che – capitolo più delicato – su eventuali interventi del 118. Tema su cui mi risulta che alcuni sindaci del territorio abbiano interessato anche la Prefettura. Il presidente Francesco Roberti – che riveste anche il ruolo di commissario delegato per l’emergenza maltempo – dispone di poteri straordinari e procedure semplificate pensate proprio per accorciare i tempi. Per questo chiediamo a Roberti di adottare un decreto volto a disporre con carattere di urgenza il ripristino, anche in via provvisoria, della bretella di sbocco sul tratturo come collegamento alternativo verso Campobasso, essenziale per la tenuta del comprensorio in caso di ulteriori interruzioni e in attesa che siano completati i lavori sulle arterie principali. Bisogna garantire, in raccordo con l’Asrem e il sistema di emergenza-urgenza 118, interventi mirati per ridurre i tempi di percorrenza verso gli ospedali del territorio, oggi incompatibili con le linee guida cliniche per le patologie tempo-dipendenti. Le famiglie dell’area del cratere non chiedono un miracolo: chiedono più attenzione alla propria salute, e chiedono di sapere se i loro figli arriveranno a scuola in sicurezza e in tempo. A quattro mesi dall’alluvione resta da capire inoltre a che punto è l’erogazione dei fondi emergenziali e quali sono le tempistiche per la risoluzione dei problemi che tengono in ostaggio interi paesi.Su tutti questi aspetti porterò in Aula un impegno chiaro e preciso. Il presidente ha gli strumenti straordinari per rispondere con i fatti: chiediamo di usarli prima che suoni la prima “campanella”.



