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martedì, Agosto 25, 2026

Romano replica a Federico: Campo largo? No grazie

AperturaRomano replica a Federico: Campo largo? No grazie
Fa specie che Antonio Federico (M5S) si arroghi presuntuosamente il diritto di porre il veto sulla partecipazione di Costruire Democrazia al campo progressista, sia perché, com’è noto a tutti, non abbiamo chiesto di entrarci, sia perché dimostra come l’agognato campo largo di cui discetta il centrosinistra nazionale, di fatto si restringa sempre di più, essendo ormai governato e inquinato da piccoli interessi di bottega, risentimenti personali e ambizioni individuali, senza un minimo di confronto politico su “cosa fare” e “come farlo” nell’interesse della nostra regione.
Alle scorse regionali (2023) Costruire democrazia ha conseguito il 6%, poco meno del M5S, raggiungendo il 20% alle comunali di Campobasso dell’anno successivo con il Cantiere civico e la candidatura a sindaco dell’avv. Pino Ruta, vale a dire più del doppio del M5S che si è reso indispensabile per battere il centrodestra. Vogliono farne a meno? Il centrodestra senz’altro li ringrazia.
L’aspetto più singolare e sintomatico della posizione espressa da Federico, in ogni caso, riguarda l’assoluta mancanza di confronto sui temi. Basti pensare alla sanità: non è fantozziano che il rappresentante del partito di Conte alzi il ditino per escludere Costruire democrazia e stenda invece tappeti rossi ai renziani – le cui  percentuali sono da prefisso telefonico -, cioè agli  ideatori del Decreto Balduzzi che rappresenta la principale causa dei mali che oggi sconta la nostra organizzazione sanitaria?
Insomma, un mondo alla rovescia da manuale.
La politica ridotta a risentimento e frustrazione personale non è politica: è mero asilo delle ambizioni dei galli sulla monnezza.
Se questi sono i presupposti (e gli uomini), non possiamo che confermare il nostro orizzonte  politico già tracciato: quello di costruire una coalizione civica aperta a tutti i cittadini, che metta al centro gli interessi del Molise, coltivando le iniziative istituzionali che abbiamo già messo in campo in consiglio regionale, a partire dalla sanità, nel disinteresse più totale dei partiti nazionali, purtroppo anche e soprattutto del centrosinistra.

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