Il consigliere comunale della Confederazione Civica a Campobasso Stefano Lombardi con una nota comunica di aver presentato una interpellanza consiliare sul cantiere relativo all’ex Cinema Modernissimo e sui lavori di demolizione e ricostruzione dell’immobile “che riporta al centro dell’attenzione pubblica la gestione e la pianificazione dell’attività urbanistica ed edilizia nel cuore di Campobasso”. Prosegue il comunicato: “L’interpellanza ha lo scopo di avere chiarezza sulla legittimità della SCIA presentata nell’anno 2021 e che ad oggi, per quanto è dato sapere, sembrerebbe inidonea o scaduta. Sul piano politico la vicenda del cantiere “Ex cinema Modernissimo” si innesta su un dato strutturale: Campobasso non dispone di un assessorato all’urbanistica, segnale di un sostanziale disinteresse verso i temi più delicati della trasformazione urbana. Questioni come la situazione della Zona Lucarino, la promessa – e mai discussa – proposta di variante al Piano Regolatore Comunale, la pianificazione urbana in generale, la tutela e il recupero del territorio e del centro storico restano senza un riferimento politico forte, in un momento storico in cui questi dossier dovrebbero essere al centro dell’agenda politica comunale: la mancanza di un presidio politico dedicato finisce per riflettersi in un governo del territorio percepito come frammentario e reattivo, più che programmatorio. La “nefasta” scelta di Campobasso contrasta con quanto avviene in altre amministrazioni di centrosinistra, apparentemente vicine per sensibilità politica, come Genova e Milano, che hanno invece inteso potenziare i rispettivi assessorati all’urbanistica per impostare strategie di recupero degli spazi urbani. Basti pensare alle politiche di “depaving” avviate a Genova, finalizzate alla riduzione delle superfici asfaltate e alla restituzione di suolo permeabile e spazi pubblici di qualità, o ai progetti di ricucitura e rigenerazione urbana milanesi, condotti con forte regia politica. In questo quadro, l’assenza di un assessorato dedicato a Campobasso appare una scelta controcorrente, che rischia di condannare la città a un destino di gestione emergenziale, dove i casi come il cantiere relativo all’ex Cinema Modernissimo diventano sintomo di un sistema incapace di intravedere e governare le trasformazioni. La mia interpellanza non si limita dunque a chiedere chiarimenti tecnico-amministrativi, ma solleva un tema di legalità, trasparenza e visione politica dell’urbanistica cittadina: se il Comune non esercita pienamente i poteri di vigilanza e non chiarisce la legittimità di interventi che ridisegnano il cuore di Campobasso, la fiducia dei cittadini nel governo del territorio rischia di incrinarsi. In un’epoca di crisi climatica, spopolamento dei centri storici e necessità di rigenerazione urbana, rinunciare a un assessorato all’urbanistica significa rinunciare a una regia politica sulle trasformazioni della città”.




