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venerdì, Luglio 3, 2026

Montesanto (Costruire Democrazia): “Nuovo POS fallimento politica regionale”

Ambiente e territorioMontesanto (Costruire Democrazia): "Nuovo POS fallimento politica regionale"

“È stato approvato il nuovo Piano Operativo Sanitario da parte dei Ministeri. Un provvedimento che rappresenta molto più di un semplice atto amministrativo. È l’ennesima dimostrazione di un modo di intendere lo Stato che, quando guarda al Molise, vede soltanto numeri, costi e tabelle. Ma dietro quei numeri ci sono persone, famiglie, intere comunità che ogni giorno convivono con le difficoltà di una regione in costante declino. Le recenti dichiarazioni dei commissari alla sanità sull’approvazione del piano operativo sanitaro (apprese dagli organi di stampa) :

-il Molise è tra le regioni più avanzate nella riforma della sanità territoriale

-non si tratta di tagli, ma di una riorganizzazione

-un risultato atteso da oltre dieci anni e destinato, a migliorare significativamente l’organizzazione dei servizi sanitari regionali … Lasciano inevitabilmente spazio a molte perplessità… La sanità pubblica della nostra regione non è semplicemente in difficoltà..è in fallimento tecnico. La verità è che oggi continua a reggersi soprattutto grazie alla perseveranza e al senso di appartenenza al nostro territorio…di medici, infermieri e personale sanitario che, nonostante le enormi difficoltà, continuano ogni giorno a lottare in corsia. La chiusura di Emodinamica di Termoli (ricorso a parte), quella del punto nascita di Isernia e il ridimensionamento dell’ospedale di Agnone non rappresentano una normale riorganizzazione del sistema sanitario. Sono decisioni che indeboliscono ulteriormente una rete già fragile e contribuiscono allo smantellamento progressivo della nostra regione. C’è poi una questione che nessuna tabella riuscirà mai a raccontare. Le malattie tempo-dipendenti non aspettano la burocrazia, il traffico, una corsia a senso unico sulla Bifernina o le lunghe percorrenze che caratterizzano la nostra regione. Un infarto, un ictus o un’altra emergenza non possono essere valutati con una tabella. Chi vive in Molise sa cosa significa affrontare le nostre strade, soprattutto durante l’estate o nei periodi festivi, quando un tragitto (come Campobasso- Termoli) può trasformarsi in un viaggio di due ore. Non possiamo continuare a ragionare esclusivamente sui numeri. Perché, se tutto si riduce a un calcolo contabile, viene meno il senso stesso della politica, del diritto e dell’appartenenza a uno Stato… Una cosa, però, è certa: La responsabilità principale è politica. È dei Ministeri che da anni considerano il Molise più come una voce di bilancio che come una comunità da tutelare.. Ma è anche della politica regionale che, per troppo tempo, non ha avuto la forza, o la volontà, di difendere gli interessi dei cittadini e costruire una visione capace di guardare al futuro. Anno dopo anno abbiamo perso servizi, giovani, imprese, popolazione e opportunità. Contestualmente, le casse della nostra Regione si sono svuotate a causa di una gestione pessima della spesa pubblica, troppo spesso orientata a vantaggio di interessi privati. Il risultato? Una Regione dilaniata dai debiti, con sempre meno servizi, le tasse più alte d’Italia e una politica che continua a fare orecchie da mercante, forse nell’attesa che prima o poi arrivi qualcun altro a spegnere il gioco. La rassegnazione non cambierà il Molise. Lo cambieranno soltanto cittadini consapevoli, capaci di pretendere rispetto, servizi e dignità. Se continueremo ad accettare passivamente che i nostri diritti vengano sacrificati sull’altare dei numeri, i tagli di oggi diventeranno la normalità di domani, e il prezzo da pagare sarà il futuro stesso della nostra regione.”

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