Sarà un’estate di approfondimenti, si spera decisivi, per la risoluzione del giallo di Pietracatella, di quello che gli inquirenti hanno rubricato come duplice omicidio premeditato aggravato dall’uso del veleno, la ricina. Vittime: Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Jelsi, di Pietracatella. Si procede contro ignoti. Due ore di confronto al Maugeri di Pavia, dove sono stati conferiti i nuovi incarichi decisi dalla Procura di Larino, a Christian Herzog, direttore del Robert Koch Institute di Berlino, centro per i rischi biologici e patogeni speciali, a Sylvia Worbs, collaboratrice del laboratorio per le tossine biologiche dello stesso istituto tedesco, e al tossicologo forense italiano, dell’Unversità di Pavia, Luca Morini. In Lombardia c’erano il procuratore di Larino Elvira Antonelli, il questore di Campobasso Domenico Farinacci, il capo della Squadra Mobile Marco Graziano, il direttore del Centro antiveleni Carlo Locatelli e il chimico forense Daniele Merli, l’avvocato di Gianni e Alice Di Vita, Vittorino Facciolla e gli interpreti per il tedesco.
Le operazioni dei consulenti sono partite stamane alle 8.30 al Maugeri di Pavia e continueranno a Berlino il 7 luglio dalle 10. 90 giorni il termine chiesto e concesso dal pubblico ministero per le analisi da effettuare. Secondo il calendario di lavoro deciso, entro la fine di luglio dovranno essere analizzati i campioni di sangue prelevati prima e dopo la morte delle due vittime, quelli biologici dell’autopsia e ogni altra attività necessaria per rilevare tracce di ricina. Entro fine agosto, invece, dovrà essere analizzato il sangue prelevato oggi ad Alice e Gianni Di Vita, per accertare se abbiano sviluppato anticorpi contro il veleno. Non è al momento quantificabile il termine per eseguire le analisi sui 70 alimenti sequestrati in casa delle vittime. Tutto il materiale sequestrato e i campioni biologici, ha assicurato il capo della Mobile Graziano, verranno consegnati domani al Koch di Berlino.
Infine, se necessario, si legge nel verbale, è presumibile per i primi giorni di agosto il sopralluogo nella casa di Via Risorgimento a Pietracatella, la casa in cui vivevano Sara e Antonella, anche con l’ausilio della polizia tedesca e avvalendosi di tecniche avanzate per rilevare la ricina su indumenti, mobili e altri oggetti.
L’avvocato di Gianni e Alice, Vittorino Facciolla, avrà come consulenti di parte il medico legale Marco di Paolo e il tossicologo Mauro Iacoppini



