
Si è conclusa con le dimissioni da consigliere regionale dell’assessore Gianluca Cefaratti la lunga fase politica che ha veduto impegnato il presidente della Regione, Roberti, sul fronte del rimpasto in giunta. Nelle scorse ore, infatti, il titolare delle deleghe al bilancio e al lavoro ha formalizzato le proprie dimissioni spianando la strada per l’ingresso a palazzo D’Aimmo di Raimondo Fabrizio, primo dei non eletti della lista “Il Molise che vogliamo”, raggruppamento politico che fa riferimento all’europarlamentare della Lega, Aldo Patricello. La vicenda arriva a valle di settimane che hanno tenuto accesi i riflettori sul mondo politico regionale e che hanno visto l’entrata e l’uscita di scena di più attori politici. Intanto va ricordato il primo avvicendamento, quello in casa Fratelli d’Italia, dove Armandino D’Edidio ha preso il posto di Michele Iorio. A questo primo passo è seguito poi il secondo, la sostituzione in Giunta, e questa volta in casa Forza Italia, di Andrea Di Lucente con Roberto Di Baggio. Va detto che sia Iorio che Di Lucente si portano appresso, questa volta nella veste di consiglieri, le deleghe precedentemente curate: fondi europei, PNRR e piano di rientro sanitario per il primo; attività produttive ed energia per il secondo. A D’Egidio resta, nella veste di assessore, quel che aveva: sport e semplificazione amministrativa; mentre a Di Baggio: Formazione professionale e ambiente.
La cosa ha fatto dissotterrare l’ascia di guerra alle opposizioni che hanno paventato una sorta di golpe istituzionale laddove – a loro dire – il consiglio regionale viene spogliato di quelle che sono le sue precipue funzioni: fare leggi ed esercitare il proprio controllo sull’esecutivo. Per i consiglieri del campo largo – per una volta tutti uniti – il testacoda istituzionale è evidente e da più settori si parla già di impugnare gli atti.
Tra non molto, con l’estate già avviata, la politica si fermerà. A settembre si riparte e saremo in piena campagna elettorale per le elezioni politiche. Si voterà – questa è l’indiscrezione che arriva da Roma – il prossimo 11 aprile. Insomma, il rimpasto è concluso ma sotto l’ombrellone già ci sono tutti gli elementi politici del futuro prossimo venturo.



