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mercoledì, Giugno 3, 2026

Pietracatella, difesa: “Se proroga indagini, abnorme indagare ancora medici”

AperturaPietracatella, difesa: "Se proroga indagini, abnorme indagare ancora medici''

I medici indagati per il giallo di Pietracatella non hanno alcuna responsabilità circa la morte di Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Jelsi”. Fabio Albino e Domenico Fiorda, avvocati di uno di loro, lo hanno ribadito anche alla luce del nuovo incarico conferito ai periti Locatelli e Merli dalla Procura. “Siamo fiduciosi anche perchè nel collegio peritale sono stati aggiunti due esperti, tra i quali Locatelli che si è già espresso sul caso, dicendo che si tratta di un unicum e che il veleno non era riscontrabile dai medici” ha dichiarato Fiorda.

Fiorda e Albino, consapevoli dell’innocenza del proprio assistito e degli altri medici indagati, hanno chiesto espressamente e formalmente ai due periti, se al Cardarelli esiste un modo per individuare la ricina, se esiste un antidoto ed è disponibile e se da anamnesi effettuata poteva essere individuata la sostanza velenosa. Qualche interrogativo, alla luce delle indagini, se lo pongono sul perché i medici siano ancora indagati anche in base quanto dichiarato dallo stesso Locatelli e a ltri esperti. “Quello di Pietracatella è il primo caso al mondo con queste caratteristiche” è stato sottolineato. “Se si andà verso la proroga delle indagini, come crediamo, e se non si scopre chi ha usato la ricina per uccidere le due donne, sarebbe abnorme continuare a tenere indagati dei medici che non hanno alcuna responsabilità, come dimostrato ampiamente e come, siamo fiduciosi, sarà ribadito dlle perizie” ha detto Albino

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