Un’auto lanciata contro tre persone sedute su una panchina, nel tentativo di travolgerle. È l’accusa contestata a un 60enne di nazionalità marocchina, arrestato nelle scorse ore e trasferito nel carcere di Campobasso per i fatti avvenuti il 19 maggio a Civitacampomarano.
L’uomo è indagato per tentato omicidio e lesioni. La misura cautelare è stata disposta dal gip su richiesta della Procura al termine delle indagini condotte dai carabinieri di Larino, che hanno individuato il presunto responsabile dell’episodio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 60enne avrebbe diretto volontariamente il veicolo verso tre persone che si trovavano all’esterno. Solo la prontezza delle vittime avrebbe evitato conseguenze ben più gravi. Tutte hanno riportato ferite lievi, tra cui contusioni alle gambe e un trauma da schiacciamento, e dopo l’accaduto si sono rivolte ai sanitari denunciando quanto successo.
Resta ancora da chiarire il movente. Gli inquirenti stanno approfondendo i rapporti tra l’indagato e le vittime e valutano anche l’ipotesi di un raptus.
Gli accertamenti hanno però permesso ai carabinieri di Civitacampomarano di rintracciare rapidamente il sospettato nella sua abitazione di Castelmauro. Alla vista dei militari, l’uomo avrebbe mostrato agitazione, riferendo di essersi trovato a Civitacampomarano solo di passaggio e di non essere gradito in paese per vicende legate all’ex moglie, impiegata come colf proprio nella zona dell’episodio. Nel corso dei controlli sono stati inoltre rilevati graffi sul paraurti dell’auto usata dal 60enne, ritenuti compatibili con la dinamica descritta dalle persone coinvolte.
L’uomo è assistito dall’avvocato Silvio Tolesino: «Sono in attesa di incontrare il mio assistito per ricostruire i fatti e valutare la strategia difensiva più appropriata», ha dichiarato il legale.
Le indagini proseguono. Al momento viene esclusa qualsiasi ipotesi riconducibile al terrorismo.



