Sono ore di interrogatori senza sosta in questura a Campobasso. Stamattina ancora un via vai di parenti di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi. Sentito di nuovo, tra gli altri, anche il fratello di Antonella, Luigi, e altri saranno sentiti nelle prossime ore. Compresa la cugina di Gianni DI Vita, Laura. Tutti sentiti come testimoni così come è accaduto ieri per lo stesso Gianni e per sua figlia Alice. Per l’ennesima volta padre e figlia convocati dalla Squadra Mobile al lavoro per risolvere il ‘giallo di Pietracatella’. Sono arrivati insieme intorno alle 15.30, entrando da un ingresso secondario per evitare telecamere e giornalisti. E’ stata
sentita prima Alice, che infatti ha lasciato gli uffici della
Polizia nel tardo pomeriggio. Poi è toccato al padre rimasto in via Tiberio fino alle 9 e mezzo di sera. Poco trapela al momento sui contenuti delle deposizioni. A entrambi è stato chiesto di precisare alcune questioni già affrontate in precedenti interrogatori ma non su fatti nuovi. Inoltre Gianni Di Vita ha fatto mettere a verbale di essere disponibile a consegnare il suo telefono, l’unico tra gli smartphone della famiglia Di Vita non ancora sequestrato.
L’impressione è che i tempi per arrivare a una svolta nelle
indagini potrebbero essere ancora lunghi. Lo confermano la nuova
proroga di un mese concessa per la consegna degli esiti delle
autopsie (non più entro questa settimana, ma a fine giugno) e
soprattutto l’incarico appena conferito dalla procura di Larino
al professor Carlo Locatelli e al professor Daniele Merli.
Proprio domani sempre in questura, i due esperti riceveranno formalmente l’incarico di collaborare alle indagini. Il lavoro di Locatelli dunque, dopo avere scoperto al ‘Maugeri’ di Pavia la ricina nel sangue delle vittime, non è finito.




