Riceviamo e pubblichiamo nota stampa UILM Molise sulla festa dei lavoratori:
“Il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, rappresenta da sempre un momento di celebrazione dei diritti, della dignità e delle conquiste ottenute grazie alle lotte del movimento sindacale. Ma oggi, nel nostro territorio, questo giorno assume un significato diverso. In Molise, da Termoli a Isernia, il settore dell’automotive continua a vivere una fase di profonda difficoltà. La situazione di Stellantis e, soprattutto, quella dell’indotto collegato, raccontano una realtà fatta di incertezze, cali produttivi e mancanza di prospettive. A Termoli come nell’area di Isernia, sono tante le aziende dell’indotto che stanno attraversando una crisi pesante, con ripercussioni dirette su lavoratori e famiglie. Un sistema industriale che per anni ha rappresentato un punto di forza del territorio oggi mostra tutta la sua fragilità. Per questo, più che una festa, il 1° maggio diventa un momento di riflessione. Riflessione su un settore strategico che rischia di essere progressivamente indebolito. Riflessione su un territorio che non può permettersi di perdere lavoro, competenze e prospettive. Riflessione su migliaia di lavoratori che vivono ogni giorno nell’incertezza. Ma il 1° maggio deve essere anche un richiamo forte a un altro tema fondamentale: la sicurezza sul lavoro. Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire o a infortunarsi lavorando. La sicurezza non può essere considerata un costo o un obbligo formale, ma deve essere una priorità assoluta, garantita ogni giorno in ogni luogo di lavoro. Difendere il lavoro significa difendere la vita delle persone. Il lavoro non può essere celebrato solo con le parole. Servono risposte concrete: politiche industriali serie, investimenti mirati, garanzie occupazionali e una gestione della transizione che non scarichi i costi sui lavoratori. Il Molise non può essere lasciato indietro. Come organizzazione sindacale, continueremo a batterci con determinazione per difendere il lavoro, la dignità e la sicurezza delle persone, insieme al futuro di questo territorio. Perché il 1° maggio torni ad essere davvero una festa, e non solo un giorno di preoccupazione.”



