Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Andrea Greco, punta l’indice contro la bocciatura, da parte della maggioranza, della mozione del Gruppo pentastellato, che prevedeva la rimozione dei dirigenti esterni che pesano sulle casse regionali per 590mila euro  all’anno. “I dirigenti esterni in ruoli apicali continueranno a gravare pesantemente sul bilancio della Regione Molise. Parliamo di 190 mila euro annui che si moltiplicano per ciascun dirigente. Il conto è presto fatto, moltiplicando la cifra per i tre dirigenti esterni che saranno mantenuti in servizio – ha denunciato – Avevamo portato in Aula un atto per eliminare questo inutile spreco di denaro pubblico, chiedendo l’annullamento in autotutela della delibera 576, con cui dava l’incarico ai tre dirigenti. L’ultima nomina, avvenuta pochi mesi fa, era basata su una delibera di giunta basata su una legge regionale dichiarata illegittima dal massimo organo di garanzia costituzionale.
Così, nel Consiglio regionale di ieri è stata scritta un’altra brutta pagina per il Molise. Il governatore è sempre più in contrasto con l’intero arco costituzionale, dal Governo centrale alla stessa Corte – ha denunciato Greco –  Un atteggiamento non tollerabile, che squalifica il Molise nei confronti del governo centrale e nei confronti delle articolazioni dello Stato.
È evidente come in Molise la materia della dirigenza pubblica venga costantemente disciplinata, tanto a destra che a sinistra, non nell’interesse e secondo le necessità della ‘buona amministrazione’, ma seguendo logiche antieconomiche. Logiche che, di fatto, privano la collettività di risorse ingenti (circa 600 mila euro ogni anno), che potrebbero invece essere destinate a scopi più meritevoli. Siamo dunque alle solite: i soldi per le poltrone ci sono, quelli per rispondere alle necessità dei cittadini no. Semmai ve ne fosse ancora bisogno, il governo Toma dimostra di non conoscere il valore della Costituzione, e non tiene conto delle raccomandazioni della Corte dei Conti. Si continuano a violare norme come l’articolo 97 Cost. poste a garanzia della buona amministrazione, che deve sovraintendere iniziative e azioni del legislatore regionale. Ma un qualcosa di simile, del resto, avviene ogni qualvolta il Consiglio regionale impegna il presidente in atti che non intende prendere. Toma probabilmente crede siamo in epoca monarchica e lui è il monarca assoluto, ma a pagare sono sempre i cittadini”, ha concluso Greco.

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