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Evidenza - Senza categoria - 22 Ottobre 2020

Emergenza cinghiali, Nola: il Governo sollecita l’intervento delle Regioni

Il proliferare incontrollato dei cinghiali sta assumendo le caratteristiche di una vera emergenza, a livello nazionale e locale perché ha un impatto significativo sul territorio. In Italia si stimano circa 10mila incidenti stradali causati da questi animali selvatici ogni anno, senza contare, poi, i danni provocati all’agricoltura, con campi, colture devastati e allevamenti decimati. Un tema sul quale il consigliere regionale del Movimento 5Stelle, Vittorio Nola, è tornato a sollecitare l’intervento della Regione. “È giunto il momento di intervenire con strumenti adeguati – ha dichiarato – perché la sola caccia di selezione non è più sufficiente. La legge del 1992 “affida alle Regioni la gestione faunistica, individuando alcuni strumenti per il contenimento della popolazione di cinghiali. Tra questi: il prelievo venatorio, il divieto di rilascio di cinghiali, il divieto di foraggiamento, il controllo faunistico. Alcune Regioni hanno già regolamentato il prelievo di selezione degli ungulati anche al di fuori dei periodi previsti dalla legge”, ha spiegato – Sarà necessario elaborare specifici piani di gestione, coinvolgendo anche i veterinari Asrem e i Carabinieri forestali, per effettuare monitoraggi puntuali sul campo e procedere alla mappatura delle zone di maggior presenza della specie. Il sottosegretario alle Politiche agricole ha invitato le Regioni inadempienti, tra le quali figura anche il Molise, ad “adoperarsi con adeguati piani di gestione”. C’è poi un altro problema che è passato pericolosamente in sordina, quello della peste suina – ha denunciato Nola – Il sottosegretario ha fatto sapere che è in via di definizione la norma che istituisce i Piani di controllo e monitoraggio della evoluzione della malattia, che dovrebbe essere approvato d’urgenza in un prossimo Consiglio dei Ministri. Sarà fondamentale sostenere la nascita di una rete tra cacciatori, macelli e venditori, per la distribuzione delle carni dei cinghiali abbattuti, la cosiddetta ‘filiera delle carni’. Solo così i cinghiali potranno trasformarsi da problema in risorsa”, ha concluso Vittorio Nola.

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