A proposito delle ultimissime vicende politiche riteniamo sempre più attuali i nostri “Appunti sulla Carta Costituzionale….” e, pertanto riteniamo utile proporne alcuni stralci:
“Nel Molise negli ultimi anni abbiamo assistito a ‘faide tra bande’, tra quello che era il vecchio regime e quello instauratosi quasi cinque anni fa e i cui confini sono però tra loro assai labili. Il nuovo regime è infatti costituito in tanta parte da persone che derivano da quello precedente, si pensi all’origine o ai riconoscimenti accordati nel passato dal vecchio centrodestra allo stesso attuale governatore o alla segretaria pd, a mo’ di esempio. Ma i casi sono tanti altri in politica, così come all’interno dell’amministrazione regionale. L’atmosfera politico-amministrativa si è così inevitabilmente appesantita e incupita dentro lo scacco del tradimento e del senso dell’ingratitudine ed è esplosa una “guerra” che si è tradotta e si sta ancora in queste ore traducendo, in dispetti, alcuni pure crudeli, in rese dei conti e in continui atti giudiziari, alcuni dei quali di una portata tale che hanno catapultato alla ribalta nazionale, chiaramente in negativo, il Molise, oltre ad aver provocato grandi danni innanzitutto alle persone coinvolte, in seconda battuta alle cose e alla comunità, su tutti quella ribattezzata come “la fantasmagorica cena di una giornalista, un magistrato e il presidente col suo avvocato” chiusa con una sentenza precisa: il fatto non sussiste, ma in Molise ancora aleggiante in venefici;………..

……..il governatore e la Giunta hanno rappresentato un fronte compatto nel perpetrare una politica di sacrifici imposti ai cittadini, mentre una cerchia ristretta e fedele al mantra, e di più alle proprie tasche, ha continuato a vivere di privilegi. E lo diciamo anche a Di Pietro, cultore dell’espressione e una volta sostenitore dell’attuale governo regionale, ma che pare si sia ultimamente pentito: questo stile di far politica nulla “c’azzecca” con la democrazia. Non a caso è utile ricordare qui e ora il pensiero iniziale “Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi”. Le logiche familistiche e di cura del proprio orticello devono essere tenute definitivamente fuori dalla politica locale”

Basta con il tatticismo e il piccolo cabotaggio. In Molise bisogna iniziare a riflettere da politici e non da politicanti, avendo come faro quella cosa che sposta le montagne e si chiama “ideale.

ADELE FRARACCI e MINO DENTIZZI

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