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Editoriali - Evidenza - Idee e opinioni - 6 Settembre 2017

L’editoriale – di Adriana Izzi: “Scetete Carulì”

di ADRIANA IZZI

Mentre gli illustri protagonisti della politica locale si accingono a scaldare i motori in vista del prossimo appuntamento elettorale regionale, è questo l’accorato appello che-  mutuato dalla celebre canzone napoletana –   ci verrebbe da rivolgere ai molisani dormienti e rassegnati, i quali danno segno di assistere, con apatia giustificatamente radicata, all’avvio delle grandi manovre propedeutiche alla tenzone.  Il tutto, nella generalizzata consapevolezza che qui da noi imperi, incontrastata, l’antica legge del Gattopardo, rigorosamente funzionale a lasciare invariato lo scenario, pur a fronte di apparenti rivolgimenti. Al momento, siamo nella fase in cui cominciano a levarsi voci ed a circolare i nomi dei “papabili”, allo scopo, fondamentalmente, di tastare il terreno prima di far uscire dal cilindro il salvifico coniglietto.    In questa logica sembra muovere la recente dichiarazione d’intenti del Di Pietro senior, che  – al di là della dimensione nazionale entro la quale ancora è percepito il suo estensore –  si fa interessante per le inevitabili implicazioni locali. Nulla da eccepire riguardo all’apprezzamento politico per la figura di Bersani, per il quale, del resto, ci schierammo ai tempi dell’epico scontro con Renzi;  epperò, non riusciamo a sfuggire alla tentazione di dar voce a qualche inquietante domanda che inevitabilmente ne scaturisce.  Prima fra tutte, quella riferitaalla traduzione locale  – quanto ad uomini, metodi e  programmi –  della linea nazionale bersaniana.  Qualche indizio, soprattutto per quanto afferisce ai metodi, potremmo rinvenirlo nelle pieghe del messaggio, a palese valenza autopromozionale, del Tonino montenerese, il quale, dopo aver sostenuto ed alimentato, con propri emissari, la renziana propaggine locale impersonata dal Governatore Frattura, oggi non solo   – uno fra i tanti  –  balza giù  dal carro ormai traballante,  ma addirittura non ricorda più neanche il nome della segretaria regionale del PD.  Prodigiosa quanto emblematica sindrome da “memoria corta”, che accomuna buona parte della nostra classe politica e, nella fattispecie, molti dei maggiorenti del cosiddetto centrosinistra molisano; colpevoli, a vario titolo, di aver imposto a questo territorio  il peggior governo regionale che la  storia ricordi.  Né può assolverli questa abiura tardiva, che suona, in buona misura,  funzionale alla tutela di interessi di bottega; ancor più perché non accompagnata  da un’azione eclatante volta a sfiduciare efficacemente Frattura ed i suoi accoliti, ormai in decremento.  Già, ma una simile risoluzione non converrebbe a nessuno, sia in termini di perdita economica e clientelare;  sia in termini di contrazione dei tempi necessari per organizzare truppe,  strategie ed inciuci connessi!  Eppoi, la presumibile coincidenza temporale di elezioni regionali e politiche offre la fortunata opportunità di procedere ad una più rassicurante spartizione di incarichi, poltrone e scannetti….

Scétate, popolo del Molise!  Guarda dritto negli occhi tutti gli aspiranti candidati, che a breve verranno a raccontarti magnifiche quanto indeterminate prospettive future, atte a correggere  errori del passato che essi stessi hanno concorso, da varie parti, a  determinare.  Ascoltali attraverso il filtro della memoria lunga e con il fermo convincimento che solo una corale ed attiva partecipazione civica può inibire il definitivo dissolversi di questa regione in una palude melmosa, priva di luce e di vita.  Pretendi, infine, che, in luogo di chiacchiere,  presentino programmi. E che siano programmi definiti alla stregua di progettiesecutivi; puntuali e dettagliati nelle linee di intervento, nelle modalità di realizzazione, nelle finalità complessive, nella ineludibilerelazione costi/benefici.
Ove mai questo miracolo dovesse realizzarsi, anche per noi molisani   – come per la mitica Caruli’-   l’aria diverrebbe “doce”.

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