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giovedì, Maggio 7, 2026

Piccoli borghi, le luci a led snaturano i centri storici

AttualitàPiccoli borghi, le luci a led snaturano i centri storici

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di GIOVANNI DI TOTA

Da un lato lo scandalo, già denunciato qualche settimana fa. Dall’altro l’immagine in alcuni casi ‘sfigurata’ dei centri storici e dei borghi più belli del Molise.

Da una parte la mano destra della Regione spende risorse e investe nell’unicità dei nostri centri storici, della bellezza del paesaggio, dei prodotti locali, della tradizione. Di tutto quello che ci è stato raccontato all’Expo. Con la mano sinistra, la Regione eroga fondi in nome del risparmio energetico a una settantina di comuni, ma in qualche caso, a lavori avviati, cittadini e associazioni si sono già resi conto che il bianco del led spegne per sempre il fascino dei centri storici.

Tutto nasce da un fondo a rischio. Soldi da spendere entro fine anno, perché non vadano persi. La Giunta disegna una delibera che assegna 4 milioni di euro ad un progetto per far montare lampadine di basso consumo per l’illuminazione pubblica. Oltretutto i soldi possono essere incrementati fino e oltre i 20 milioni, con un intervento medio in ogni comune di circa 300mila euro.

I progettisti, stando ad alcune delibere comunali, incassano 30mila euro a colpo, e in molti casi si rivolgono sempre allo stesso ingegnere. Questo aspetto riguarda l’eventuale conflitto di interessi che coinvolge i piani alti di palazzo Vitale, considerato che il progettista in questione è il marito del capo di gabinetto e segretario della giunta regionale.

Ma al di là delle eventuali questioni di natura etica e politica, resta il fatto che nessuno ha pensato a come la luce al led si sposasse con l’architettura e la tipologia di costruzioni che rendono la maggior parte dei borghi del Molise piccoli presepi. Molti fanno parte di associazioni che premiano proprio la bellezza caratteristica della pietra combinata alla luce.

A Oratino, uno dei paesi inseriti nella lista dei borghi più belli d’Italia, segnalano già la differenza dell’illuminazione della piazza principale: com’era, con la luce arancione e com’è con le lampade al led. In lista d’attesa ci sono una settantina di comuni, tra cui perle come Agnone, Capracotta, Filignano, Frosolone, Pescolanciano, Ripalimosani, Petrella. Da un lato, le amministrazioni ansiose di poter utilizzare 300mila euro o giù di lì per rifare i lampioni; dall’altro il risultato che potrebbe però pregiudicare l’immagine migliore di quegli accrocchi di case, una sull’altra, resi ancora più suggestivi proprio dalla luce più naturale. Di architettura si tratta, ma il gusto e l’opportunità non fa rima con affare. E in molti casi la luce è meglio spegnerla.

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