di ANNA MARIA DI MATTEO
Sanità pubblica smantellata, sanità privata che rischia di fare la stessa fine. E’ il tragico epiloogo della riorganizzazione del settore al quale sta lavorando il commissario ad acta Paolo Frattura.
E’ notizia di queste ore secondo la quale la Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso non erogherà più i trattamenti chemioterapici.
La denuncia arriva da due associazioni di volontariato che operano all’interno della struttura di contrada Tappino: Iris ed Armida Barelli – Amici della Cattolica, che ricordano come il provvedimento sia stato adottato dalla Regione. Tuttavia, grazie alla sensibilità mostrata dalla direzione della Fondazione, i pazienti che sono già in terapia, non saranno abbandonati. Ma il centro oncologico non potrà occuparsi di nuovi casi. Ed a questo punto viene spontaneo chiedersi che senso avrebbe l’esistenza della struttura, specializzata nella cura e trattamento di malattie oncologiche se sprovvisto della Chemioterapia.
“Sinceramente non comprendiamo quale sia la logica di tale provvedimento che appare ingiusto e inopportuno – denunciano in una nota congiunta le due associazioni – Un provvedimento che danneggia innanzitutto le persone già gravemente colpite dalla malattia e auspichiamo che la Regione, quanto prima, provveda a revocarlo. Non vogliamo pensare che sia l’ennesimo atto di un disegno teso a ridurre sempre di più l’attività della Cattolica”.
Ed in effetti, vista la situazione, sembra prendere sempre più corpo quella che inizialmente appariva una indiscrezione ma che ora, alla luce dell’ultimo provvedimento, potrebbe essere la conferma dell’intenzione di tagliare 60 posti letto alla struttura di contrada Tappino.
I vertici hanno già fatto sapere che, in quel caso, sarebbe la fine. Il Centro sarebbe costretto a chiudere.
“Auspichiamo che non siano queste le intenzioni della Regione Molise e che si faccia un piano sanitario per i cittadini, che chiedono di poter ricevere cure di qualità, senza dover aspettare tempi lunghi di attesa e soprattutto senza andare a farsi curare in altre regioni”, è l’accorato appello delle associazioni di volontariato.
Un altro duro colpo alla sanità molisana, a quei cittadini che hanno bisogno di cure.
Nel frattempo Frattura brinda e fa proclami sul riconoscimento dell’area di crisi . Ma anche su questo provvedimento c’è da attendersi qualche clamoroso colpo di scena.



