Già il mese scorso avevamo parlato della situazione a dir poco disastrosa sulla Fondovalle Sangro. Qualche settimana fa si è anche parlato di interventi risolutori. Ma di fatto l’unica cosa che si è vista è un semaforo tra Rionero Sannitico e Castel di Sangro: serve a rallentare le auto e a evitare che quella che sembra essere una vera e propria rampa di lancio provochi altri incidenti. Ma per le voragini ancora non si vedono soluzioni. Anzi, con il passare dei giorni le buche sono aumentate, o comunque diventate più larghe e profonde, soprattutto nel tratto fra San Pietro Avellana e Ateleta. Per gli automobilisti in transito un vero incubo. L’unica soluzione per uscirne indenni è quella di procedere a passo d’uomo e dribblare le buche. Ecco alcuni commenti: “Vergogna, paghiamo le tasse per avere nulla in cambio”. E ancora: “La politica è caduta davvero in basso se non si riescono a programmare lavori così semplici”. Oppure: “Situazione disastrosa. E quando c’è traffico qui si blocca tutto”. “Siamo costretti a fare lo slalom. Su una strada a scorrimento veloce si va a passo di lumaca”. E c’è anche chi taglia corto e dice: “I danni alle auto sono il meno, si rischia la vita. Si fa all’italiana: si interviene solo quando ci scappa il morto”. Le proteste degli automobilisti preoccupano commercianti e amministratori. “Una situazione del genere crea un danno d’immagine ed economico a livello turistico, ma soprattutto mette a rischio l’incolumità delle persone, è il parere di Alberto Ricci, consigliere comune di San Pietro Avellana. Che aggiunge: “Per paesi come San Pietro, Sant’Angelo del Pesco e Castel del Giudice l’ospedale più vicino è quello di Castel di Sangro. In queste condizioni come ci si arriva? Come si fa a passare se un’auto rimane ferma in mezzo alla strada? Qui gli incidente sono frequenti. E le denunce ai carabinieri non si contano. Chiedo un intervento politico da parte del presidente della giunta regionale. Solleciti l’Anas, prima che accada l’irreparabile. Si facci almeno un intervento tampone – ha concluso – in queste condizioni non si può andare avanti”. Questa strada – è bene ricordare – è molto trafficata: ogni giorni transitano centinaia di tir (in media mille tra auto e mezzo pesanti) che fanno la spola tra la val di Sangro e la Campania. Ogni giorno che passa la situazione peggiora. Non a caso più di qualcuno ha anche proposto di chiuderla, visto che non esistono le pur minime condizioni di sicurezza. Per ora, tuttavia, non si è andati oltre la classica e inutile pezza messa qua e là. E la rabbia dei cittadini abruzzesi e molisani sale.



