di PASQUALE DI BELLO

Visti in controluce, lorsignori consiglieri regionali appaiono in tutta la loro goffaggine e ingordigia. E’ il caso di Domenico Ioffredi, delegato alla Cultura, e di Domenico Di Nunzio, delegato al Turismo. Due modelli di scialo del pubblico denaro in cambio dell’aria più fritta disponibile al mercato dell’inutile.

Quando lo stavano costruendo all’Eur, l’idea del Duce era quella di intitolare il palazzo della Civiltà italiana ai consiglieri regionali Domenico Ioffredi, detto Nico, e al suo omonimo collega, Domenico Di Nunzio, detto Littorina. Il genio italico, come sa chiunque sia stato in visita a Roma, è celebrato a lettere fasciste su quell’edificio quadrato, con una scritta indiscutibilmente vera: “Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di navigatori di trasmigratori”. Solo per un caso (era finito lo spazio), non venne aggiunta la categoria dei piccioni viaggiatori, quella che il Duce, notoriamente capace di leggere nel futuro, intendeva dedicare a “Nico & Littorina”, la più felice e formidabile ditta di podisti che la politica molisana abbia mai prodotto.

Il 2014, è stato per questi due maratoneti del pensiero politico un anno di viaggi formidabili, spesso carichi di indicibili pericoli. Sprezzanti del rischio, i titolari della ditta “Nico & Littorina”, non hanno indietreggiato di un centimetro, affrontando con posa mussoliniana, a petto in fuori e pancia in dentro, ogni prova che si è presentata sul loro cammino. Prendete Ioffredi, ad esempio, a cui il 12 dicembre scorso è toccato recarsi a Milano per la presentazione del “Festival nazionale dell’Astronomia”. Pensate che sia stato semplice prendere il treno e l’aereo a spese dei molisani e recarsi nel capoluogo meneghino? E, soprattutto, partecipare ad una conferenza stampa nello spazio? Perché il difficile è stato quello. Una volta arrivato a alla stazione Garibaldi, Ioffredi è stato prelevato da tecnici dell’Agenzia spaziale europea, messo in una tuta gonfiabile stile omino Michelin con una vasca di pesci rovesciata sul capo a mo’ di casco, e sparato nella nebulosa di Orione, dove è atterrato, centrandola in pieno come fosse un bersaglio, alle 18:59, esattamente un minuto prima che cominciasse la conferenza stampa.

Ma non è stato questo l’unico pericolo mortale corso da Nico. Appena qualche giorno dopo, Ioffredi è protagonista della mostra “The future is now”, organizzata a Roma dall’ambasciata della Repubblica di Corea per il 130° anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Corea. A nessuno, credo, sfuggirà il pericolo corso dal consigliere di Sinistra ecologia e libertà (sic!). Avendo gli occhi vagamente socchiusi, è stato scambiato per un coreano vero e lui, compiaciuto di questa nuova identità, non ha esitato a farne sfoggio. Peccato che si sia presentato per ben due volte all’ambasciata sbagliata. Quella della Corea del Nord, esibendo il passaporto di quella del Sud, e viceversa, ottenendo l’effetto di essere accolto a colpi di fucile dall’una e dall’altra parte. E’ finita con Ioffredi che, nel dubbio, si è posizionato fermo e immobile in via del Corso, scambiata per il 38° parallelo messo a confine tra le due Coree.

Analoga sorte è toccata al socio Littorina. Anche Domenico Di Nunzio ha avuto il suo bel penare nel corso del 2014. Prendete ad esempio il pericolo mortale corso nella due giorni (20 e 21 febbraio 2014) organizzata a Padova a margine del progetto “Adristorical lands”. A Littorina sono letteralmente esplosi i capelli, come se dentro c’avessero sparato un petardo, quando s’è visto consegnare l’intero programma della manifestazione scritto in inglese. E’ stato solo grazie all’intervento miracoloso del santo Antonio, la cui protezione salvifica Di Nunzio ha espressamente invocato, che Littorina è riuscito a tradurre le cose essenziali del programma, quelle che a lui interessavano e per le quali l’ineffabile l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale lo aveva spedito in missione. Nell’ordine: 20 settembre, ore 17:30, visita alla cappella Scrovegni e alla città di Padova; ore 20:45, cena al ristorante “Bocca d’Oro” di Noventa Padovana. Il giorno successivo, 21 settembre, ore 13, pranzo a “L’Osteria del Capo”; ore 14:45, visita a Villa Pisani e a Villa Foscari – “along the Brenta river”, frase quest’ultima che per una distrazione di Sant’Antonio non è risultata tradotta e che Di Nunzio ha interpretato come “lungo la cantina Brenta”, pretendendo che l’acqua del fiume venisse tramutata in vino. Ancora un equivoco alle 17:15, quando prendendo nuovamente visione del programma, Littorina ha letto la frase “Boating to Venice”, pretendendo di tradurre quel boating come un viaggio in barca verso Venezia gettando tutti nel più angoscioso scompiglio. E’ stato solo grazie all’intervento degli organizzatori, che gli hanno promesso una foto con i piccioni sulla spalla in Piazza San Marco, che a Di Nunzio è tornato il sorriso e la messa in piega. Il resto di quella movimentata giornata, è poi stato tutto in discesa: alle 19:30 visita alla laguna, alle 20:30 cena in un ristorante tipico di Mazzorbo. Un piccolo brivido alle 23 quando, leggendo sul programma “transfert by boat to Ca’Noghera” e non trovando la traduzione, Di Nunzio ha preteso di attraversare in autobus la laguna. Ma è stato un attimo. La pace è tornata leggendo il programma del mattino dopo: “Free time”, c’era scritto, overo l’occupazione preferita dal nostro in Consiglio regionale.

Quella per “Adristorical Lands”, il progetto di promozione territoriale messo a punto tra alcune regioni e città tra le due sponde dell’Adriatico, deve essere una vera passione per Di Nunzio. Dall’11 al 13 agosto 2014, Littorina si fa spedire addirittura a Zurigo dove presso Casa Italia Atletica viene presentato l’itinerario transfrontaliero messo a punto dalla Regione Veneto. Sul sito ufficiale del progetto (http://www.adristorical-lands.eu/) si legge: “Ad aprire la serata Domenico Di Nunzio, consigliere delegato al Turismo della Regione Molise. Allo stesso Di Nunzio, viene attribuita questa frase fondamentale per i destini dell’atletica leggera e che ad imperitura memoria verrà fusa nel bronzo e apposta in prossimità di scuole ed edifici pubblici: “Anche il Molise abbraccia simbolicamente la squadra italiana così come il simbolo del logo Adristorical Lands rappresenta un abbraccio tra le due sponde dell’Adriatico.” Voi capirete che dopo una frase del genere, nessuno ha più aperto bocca, salvo Di Nunzio secondo la cadenza che segue. Sera dell’11 agosto: cena con prodotti tipici dei territori aderenti a Casa Italia Atletica; 12 agosto, ore 12: degustazione di prodotti tipici del Veneto; ore 20, show cooking, espressione che portando una mano chiusa a punta e gesticolando avanti e indietro davanti alla bocca aperta, gli altri partecipanti hanno tradotto a Di Nunzio per spiegargli che sempre di pappa si trattava. Stessa zuppa, è proprio il caso di dirlo, nell’ultimo giorno in Svizzera: ore 12, degustazione prodotti nei ristoranti gemellati con Casa Italia Atletica; ore 19 seminario sui vini e, per finire, alle 20 cena con prodotti tipici.

Bene. Abbiamo aperto e chiudiamo col Duce. Quando lo appesero per i piedi a Piazzale Loreto, dalle tasche – dicono le cronache – non venne fuori nemmeno il biglietto del tram. Questi lorsignori di cui abbiamo narrato, invece, quando si sfilano le braghe per andare a letto la sera, devono stare attenti: oltre alle migliaia di euro mensili che percepiscono per andare a zonzo per il mondo, rischiano di perdere anche qualche salamino o bocconcino. Avanzi delle feste e dei bagordi fatti a spese, e all’oscuro, dei molisani.

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