Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Salvatore Ocone ha agito sapendo quello che faceva oppure se l’uomo che ha sterminato mezza famiglia non è imputabile.
I giudici della Corte di Assise di Benevento, durante la prima udienza del processo, hanno accolto la richiesta di Gianni Santoro, l’avvocato che difende l’imputato accusato di aver ucciso a colpi di pietra la moglie Elisa Polcino e il figlio quindicenne Cosimo, e di aver ridotto in fin di vita l’altra figlia Antonia. “Sia Procura sia giudici vogliono capire perfettamente cosa abbia spinto Ocone a comportarsi in modo così violento. Secondo noi ha seri problemi psicologici”.
La notte tra il 30 settembre e il primo ottobre, Salvatore Ocone fu trovato nella sua auto con il corpo senza vita di Cosimo e la figlia agonizzante Antonia. Dopo aver girovagato per ore era finito in questa campagna tra Mirabello e Ferrazzano dove era stato trovato delirante dai Carabinieri. “Per noi – ha detto Nicodemo Gentile, avvocato di Parte Civile – Ocone aveva un piano ben preciso e sapeva cosa fare e come farlo”.
Il 10 giugno verrà effettuato l’esame che darà un indirizzo preciso al processo, al quale oggi era presente anche Mario, il figlio sopravvissuto perchè quella mattina non era nella casa di Paupisi e che continua a prendersi cura della sorella. “Antonia sta con me e migliora. Sono qui per rappresentare la mia famiglia distrutta” ha dichiarato.



