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martedì, Maggio 19, 2026

Nuove prospettive lavorative nello stabilimento Stellantis di Termoli?

Ambiente e territorioNuove prospettive lavorative nello stabilimento Stellantis di Termoli?

Si intravede uno spiraglio per il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori impiegati negli stabilimenti stellantis italiani. È notizia di qualche ora fa l’annuncio, da parte del gruppo guidato da John Elkann, che dal 2028 sarà prodotta la nuova “E-Car”, nello stabilimento “Gian Battista Vico” di Pomigliano d’Arco. Si tratta di una city car elettrica dal prezzo accessibile, sviluppata per rilanciare il segmento delle piccole auto urbane e nel pieno rispetto delle normative europee in materia di sostenibilità ambientale e riduzione delle emissioni. Il progetto, sostenuto anche dalla Commissione Europea, punta sulla mobilità elettrica di massa come da obiettivo dell’agenda ONU 2030, e affiancherà la produzione della Fiat Pandina e della Alfa Romeo Tonale, già attiva nello stabilimento campano. Una buona notizia, dunque, per i dipendenti della holding multinazionale produttrice di autoveicoli, a poche ore dalla conferenza che l’amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa, terrà nel Michigan durante l’Investor Day previsto per il 21 maggio, e dopo la conferma dell’investimento da 41 milioni di euro nello stabilimento di Termoli per avviare la produzione del nuovo cambio ibrido elettrificato, già prodotto a Mirafiori. Dopo la riunione dello scorso 6 marzo tra i vertici aziendali e le principali sigle sindacali di categoria Fim, Fiom e Uilm tra le altre, è stato infatti stabilito che nel sito molisano la produzione partirà il prossimo 15 settembre, con le prime pre-serie previste già a partire dal mese prossimo, e con l’assunzione di quasi 300 lavoratori, che contribuiranno così a compensare il mancato progetto Gigafactory e reintegreranno i posti di lavoro persi un anno fa con la chiusura della produzione del motore endotermico fire. Sempre a Termoli vengono anche confermati tutti e tre i motori attualmente prodotti, cioè il Gse, che sarà aggiornato agli standard Euro 7, il V6, oggi penalizzato dai bassi volumi del marchio Maserati, e il Gme, in questo momento a pieno regime ma la cui sostenibilità futura è a rischio per l’elevata quota destinata all’esportazione negli Stati Uniti. Nonostante i nuovi investimenti, le organizzazioni sindacali stimano circa 400 esuberi entro fine anno su un totale di 1.780 dipendenti attualmente impiegati in Molise, di cui 180 temporaneamente trasferiti in altri stabilimenti del gruppo. Bene quindi l’arrivo del cambio ibrido eDCT per i sindacati, che però chiedono un nuovo piano industriale nazionale a lungo termine capace di garantire prospettive produttive e piena occupazione in tutti gli stabilimenti Stellantis d’Italia.

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