Le dimissioni del sindaco di Campobasso per il momento restano, ma la riunione di maggioranza, convocata per questa sera sarà decisiva per un suo ripensamento. Lo ha lasciato intendere nel corso della conferenza stampa, Gino Di Bartolomeo, per spiegare le ragioni che lo hanno indotto a dimettersi. Il primo cittadino vuole sapere se ha ancora i numeri per andare avanti. Vuole sapere se la maggioranza esiste ancora. Altrimenti tutti a casa. Un atto di forza con i suoi, per chiarire, una volta per tutte, come stanno le cose e chi ‘comanda’. Ma mollare tutto ora significherebbe il segnale di resa incondizionato non solo per Di Bartolomeo ma per l’intera maggioranza. Perché va anche detto che il fallimento di questa amministrazione non può essere addebitato solo ed esclusivamente al sindaco. C’è una maggioranza, c’è anche una Giunta e dunque le responsabilità che ora vengono imputate al primo cittadino vanno invece ripartite fra tutti, indistintamente, i componenti della maggioranza. Troppo facile fare ricadere tutto sulle spalle di Gino Di Bartolomeo, che le spalle le ha,notoriamente larghe ma non al punto da dover pagare per tutti.
L’opposizione a pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione aveva subito puntato l’indice sull’assenza della maggioranza dal punto di vista programmatico e di idee. E la situazione è peggiorata con il passare del tempo. Se alla scarsa progettualità si aggiungono le beghe interne, le lotte intestine, si capisce bene che il gesto estremo di Gino Di Bartolomeo era l’unica cosa da fare per richiamare tutti al senso di responsabilità.
Intanto dal Movimento 5Stelle arriva un giudizio politico durissimo. «Una impietosa ammissione di fallimento – si legge in una nota – una rispettabilissima dichiarazione di resa ed un mesto ritiro dal campo di battaglia. Ne prendiamo atto, da una parte con una certa indifferenza – dicono i grillini -consapevoli che ormai, a pochi mesi dalla fine del mandato, il gesto troppe volte annunciato ed arrivato in maniera tardiva e strumentale, potrebbe non servire a nulla e potrebbe essere solo l’ennesimo bluff, ma anche con un certo sollievo e senso di liberazione, qualora venisse confermato tra 20 giorni. – prosegue la missiva-sicuramente un gesto di rabbia istintiva davanti alla diaspora andata in scena questa mattina in consiglio comunale dove la maggioranza è uscita demolita da un ordine del giorno dell’opposizione in materia proprio di dimensionamento scolastico, segnale evidente di assoluta assenza di leadership politica all’interno di una coalizione che altro non si è rivelata che una accozzaglia di liste e listarelle tenute insieme a suon di contentini finché esisteva l’asse di potere Iorio – Di Bartolomeo ma che, con la caduta dell’impero azzurro regionale, si è sciolta come candida neve al sole. E’ assai probabile che le dimissioni siano soltanto un trastullo strategico per rimodulare gli equilibri politici e verificare le posizioni dei tanti consiglieri riottosi; facile aspettarsi che, smaltita la rabbia e rimesso maldestramente a posto i cocci, Di Bartolomeo ritiri le dimissioni e non rinunci agli ultimi mesi di mandato, ma se così non fosse, ben venga il commissariamento che ci risparmierà pietosi strascichi ed una inutile agonia di un’amministrazione disastrosa che sarà ricordata, dimissioni o non dimissioni, come una delle peggiori in assoluto della storia della nostra città», chiude il Movimento 5Stelle.




