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venerdì, Maggio 1, 2026

Intitolazione auditorium Campobasso, seconda lettera aperta agli amministratori

AttualitàIntitolazione auditorium Campobasso, seconda lettera aperta agli amministratori

Riceviamo e Pubblichiamo la seconda lettera aperta del saggista e studioso di storia Giovanni Mascia indirizzata  all’Amministrazione comunale di Campobasso.
“La missiva – ha spiegato Mascia – è stata sottoscritta anche da qualificati protagonisti della vita musicale cittadina, per tornare anche con i loro contributi su una decisione non condivisa e su un silenzio istituzionale che non torna ad onora degli amministratori comunali.
In attesa dei chiarimenti doverosi – ha concluso – e una riconsiderazione della scelta sull’intitolazione dell’Auditorium.”

Di seguito il testo della lettera

 

Egregi Amministratori comunali di Campobasso, Signor Sindaco, Signori Assessori, Signori Consiglieri,
alla lettera aperta indirizzata il 31 marzo scorso a ciascuno di Voi non è giunto alcun riscontro ufficiale. Nessuna risposta, nessun chiarimento, nessun segnale di attenzione verso un dibattito
pubblico che investe direttamente la storia culturale della città.
E tuttavia, proprio il Vostro silenzio consente oggi di tornare sulla questione con maggiore forza, perché a parlare non è più una sola voce, ma un coro autorevole di musicisti, compositori, docenti del Conservatorio, ex dirigenti dell’Istituto e protagonisti della vita musicale cittadina.
Se allora la denuncia di una scelta improvvida poteva apparire una vox clamantis in deserto, oggi quella valutazione è condivisa da numerose personalità qualificate, che considerano l’intitolazione dell’Auditorium cittadino a don Nicola Vitone una decisione mortificante per la memoria musicale
e per la storia di Campobasso, e ne chiedono una seria riconsiderazione.
Nessuno, sia chiaro, intende sminuire la figura del sacerdote sepinese né il suo valore umano e musicale. Come ha osservato Antonio Iafigliola, il punto non riguarda la persona di don Vitone, ma
“le modalità e il contesto della decisione assunta”. Angelo Baranello ha parlato apertamente di sorpresa, auspicando un ripensamento della delibera attraverso un confronto pubblico o una commissione di esperti. Guido Messore ha ricordato come, anche guardando oltre Campobasso, esistano musicisti molisani di altissimo profilo – a partire da Nuccio Fiorda – che avrebbero meritato ogni considerazione.
La lettera aperta inviata qualche settimana fa rilevava come l’intitolazione presentasse almeno tre criticità evidenti.
1. Ignora i musicisti campobassani di fama internazionale. Campobasso ha dato i natali a figure di statura europea come Tito Mattei ed Erennio Gammieri. Il primo si affermò in Inghilterra, dirigendo anche all’His Majesty’s Theatre di Londra; il secondo fu Maestro concertatore al Teatro Imperiale di San Pietroburgo, in una stagione storica in cui alla corte russa convergevano i maggiori musicisti del mondo. Gammieri fu onorato in vita, a fine Ottocento, con l’intitolazione del teatro cittadino, poi cancellata con le successive denominazioni dedicate prima alla Regina Margherita e poi ai Savoia, senza che gli sia mai stato restituito l’onore dovuto.
2. Prosegue una lunga tradizione di rimozione delle eccellenze locali.
La scelta si inserisce in una storia cittadina non nuova a simili rimozioni: ilCollegio Sannitico fu intitolato a Mario Pagano, nativo di Brienza in Basilicata; il Conservatorio al piemontese Lorenzo
Perosi. Ancora una volta, Campobasso sembra faticare a riconoscere i propri figli migliori.
3. Produce uno squilibrio culturale evidente. Conservatorio e Auditorium risulterebbero entrambi intitolati a sacerdoti compositori – Perosi e
Vitone – con un appiattimento simbolico sul versante della musica sacra, mentre la città vanta una solida e prestigiosa tradizione musicale laica, colta, teatrale e concertistica. E si noti come questo
elemento sia stato sottolineato nel dibattito interno al Conservatorio.
Vi è un ulteriore aspetto, non secondario: la persistente attualità artistica di Erennio Gammieri. Leo
Quartieri ha ricordato di aver dedicato sul finire degli anni Ottanta un importante “Concorso Giovani Solisti – Premio Erennio Gammieri”, sponsorizzato dalla Pro Loco e dal Comune di Campobasso, di cui si tennero due edizioni. Vittoria Todisco ha invece rievocato la memorabile esecuzione in forma di concerto dell’opera Chatterton al Teatro Savoia nel 1994, diretta dalla prof.ssa Mimma Leonora Bollella, con largo consenso di pubblico e critica. Segno che Gammieri
non appartiene soltanto agli archivi, ma a una tradizione viva e ancora feconda. Lo stesso Piero Niro riferisce di aver eseguito inconcerto alcune belle pagine pianistiche di Gammieri e di essersi occupato di Mattei già negli anni Ottanta, anche in trasmissioni radiofoniche di Rai Molise.
C’è di più. Molti intervenuti hanno richiamato la mancata considerazione del parere espresso dal Conservatorio, che aveva individuato in Nuccio Fiorda la figura cui intitolare l’Auditorium. Piero
Niro ha ricordato che tale proposta era stata deliberata ufficialmente sia dal Consiglio di Amministrazione sia dal Consiglio Accademico dell’Istituto, sottolineando l’alto profilo nazionale e
internazionale del compositore, allievo di Ottorino Respighi, collaboratore di Pietro Mascagni e assistente di Arturo Toscanini alla Scala. Inoltre, presso la Biblioteca del Conservatorio è custodito il Fondo Nuccio Fiorda, con manoscritti donati dalla famiglia.
E questo non solo, come rilevato da Antonio Iafigliola, per una questione di rispetto verso la massima istituzione musicale regionale, destinata peraltro a beneficiare dello stabile e a gestirne
l’attività artistica. Vi è anche un dato storico concreto, richiamato con forza da Lelio Di Tullio, in un intervento illuminante: senza la sua iniziativa e quella dell’allora presidente Eliodoro Giordano, l’edificio sarebbe probabilmente rimasto un cantiere incompiuto o sarebbe stato alienato a privati. Fu infatti il Conservatorio a reperire, attraverso i canali AFAM, i finanziamenti necessari al completamento dell’opera, destinando circa due milioni e mezzo di euro alla struttura, ottenuta poi in uso gratuito per 26 anni.
Ma vi è ancora di più. L’iter di intitolazione seguito dal Comune alimenta molte perplessità.
Vincenzo Lombardi, in una relazione che merita una letturaintegrale, ha rilevato che la Commissione Cultura si espresse il 3 marzo 2026 per don Vitone senza che dagli atti emergano motivazioni sostanziali né una reale comparazione tra più candidature. Il successivo parere del Consiglio Accademico del Conservatorio, espresso il 13 marzo a larga maggioranza in favore di Nuccio Fiorda, non è stato preso in considerazione dalla Giunta, che il 27 marzo ha deliberato in senso opposto.
Lo sconcerto, pertanto, non può che aumentare.
Nel deplorare il silenzio e l’indifferenza seguiti alla precedente lettera aperta, Vi sollecitiamo oggi  a un doveroso e urgente riscontro pubblico. Soprattutto, si faccia piena luce sull’intera procedura
amministrativa, che presta il fianco a qualche dubbio. E, quel che più conta, l’Amministrazione comunale compia un atto di umiltà istituzionale: riconosca
l’errore, si confronti finalmente con il Conservatorio, con gli operatori culturali e con la memoria musicale della città, e torni con decisione su una scelta assunta con troppa fretta e con scarsa visione. Campobasso merita di meglio. Merita di riconoscersi nei suoi figli migliori.
Con osservanza.
Giovanni Mascia
anche a nome dei musicisti
Guido Messore,  Antonio Iafigliola, Angelo Baranello, Leo Quartieri, Vincenzo Lombardi, Piero Niro e Lelio Di Tullio

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