Vi è un ulteriore aspetto, non secondario: la persistente attualità artistica di Erennio Gammieri. Leo
Quartieri ha ricordato di aver dedicato sul finire degli anni Ottanta un importante “Concorso Giovani Solisti – Premio Erennio Gammieri”, sponsorizzato dalla Pro Loco e dal Comune di Campobasso, di cui si tennero due edizioni. Vittoria Todisco ha invece rievocato la memorabile esecuzione in forma di concerto dell’opera Chatterton al Teatro Savoia nel 1994, diretta dalla prof.ssa Mimma Leonora Bollella, con largo consenso di pubblico e critica. Segno che Gammieri
non appartiene soltanto agli archivi, ma a una tradizione viva e ancora feconda. Lo stesso Piero Niro riferisce di aver eseguito inconcerto alcune belle pagine pianistiche di Gammieri e di essersi occupato di Mattei già negli anni Ottanta, anche in trasmissioni radiofoniche di Rai Molise.
C’è di più. Molti intervenuti hanno richiamato la mancata considerazione del parere espresso dal Conservatorio, che aveva individuato in Nuccio Fiorda la figura cui intitolare l’Auditorium. Piero
Niro ha ricordato che tale proposta era stata deliberata ufficialmente sia dal Consiglio di Amministrazione sia dal Consiglio Accademico dell’Istituto, sottolineando l’alto profilo nazionale e
internazionale del compositore, allievo di Ottorino Respighi, collaboratore di Pietro Mascagni e assistente di Arturo Toscanini alla Scala. Inoltre, presso la Biblioteca del Conservatorio è custodito il Fondo Nuccio Fiorda, con manoscritti donati dalla famiglia.
E questo non solo, come rilevato da Antonio Iafigliola, per una questione di rispetto verso la massima istituzione musicale regionale, destinata peraltro a beneficiare dello stabile e a gestirne
l’attività artistica. Vi è anche un dato storico concreto, richiamato con forza da Lelio Di Tullio, in un intervento illuminante: senza la sua iniziativa e quella dell’allora presidente Eliodoro Giordano, l’edificio sarebbe probabilmente rimasto un cantiere incompiuto o sarebbe stato alienato a privati. Fu infatti il Conservatorio a reperire, attraverso i canali AFAM, i finanziamenti necessari al completamento dell’opera, destinando circa due milioni e mezzo di euro alla struttura, ottenuta poi in uso gratuito per 26 anni.
Ma vi è ancora di più. L’iter di intitolazione seguito dal Comune alimenta molte perplessità.
Vincenzo Lombardi, in una relazione che merita una letturaintegrale, ha rilevato che la Commissione Cultura si espresse il 3 marzo 2026 per don Vitone senza che dagli atti emergano motivazioni sostanziali né una reale comparazione tra più candidature. Il successivo parere del Consiglio Accademico del Conservatorio, espresso il 13 marzo a larga maggioranza in favore di Nuccio Fiorda, non è stato preso in considerazione dalla Giunta, che il 27 marzo ha deliberato in senso opposto.
Lo sconcerto, pertanto, non può che aumentare.
Nel deplorare il silenzio e l’indifferenza seguiti alla precedente lettera aperta, Vi sollecitiamo oggi a un doveroso e urgente riscontro pubblico. Soprattutto, si faccia piena luce sull’intera procedura
amministrativa, che presta il fianco a qualche dubbio. E, quel che più conta, l’Amministrazione comunale compia un atto di umiltà istituzionale: riconosca
l’errore, si confronti finalmente con il Conservatorio, con gli operatori culturali e con la memoria musicale della città, e torni con decisione su una scelta assunta con troppa fretta e con scarsa visione. Campobasso merita di meglio. Merita di riconoscersi nei suoi figli migliori.
Con osservanza.
Giovanni Mascia
anche a nome dei musicisti
Guido Messore, Antonio Iafigliola, Angelo Baranello, Leo Quartieri, Vincenzo Lombardi, Piero Niro e Lelio Di Tullio