I dipendenti di Esattorie e Molise Dati hanno protestato davanti alla sede del Consiglio regionale, in occasione dell’ultima seduta, per avere risposte dalla politica. Ma quelle risposte tardano ad arrivare ed il futuro, al momento resta ancora nebuloso.
Partiamo dalla vertenza che coinvolge i 47 lavoratori della Molise Dati, la società in house che gestisce i servizi informatici per conto della Regione.
La convenzione, rescissa dalla stessa Regione, non è stata rinnovata e nel frattempo i dipendenti sono senza stipendi da tre mesi.
Hanno sollecitato risposte da parte del governo regionale ma per il momento tutto sembra essere fermo. Questa mattina una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal prefetto di Campobasso Di Menna che ha chiesto la revoca dello sciopero, proclamato per l’intera giornata del 9 aprile. Una richiesta dettata dal fatto che la Molise Dati è tenuta al rispetto della legge in materia di garanzia dei servizi essenziali.
Lo sciopero è stato revocato, ma dipendenti e sindacati hanno fatto sapere che tutto dipenderà dall’esito della riunione, convocata dallo stesso prefetto per lunedì mattina, alle 9,30 tra le parti: sindacati, azienda e Regione.
Altro tema caldo: la questione Esattorie. Anche qui lavoratori e sindacati brancolano nel buio.
Nonostante le rassicurazioni fornite dal governatore Frattura non ci sono novità. L’unica, negativa, riguarda gli ammortizzatori sociali per i 68 dipendenti e i 14 della Pianeta service, scaduti il 31 marzo. Sicché ad oggi sono tutti senza alcuna forma di sostegno al reddito.
I lavoratori restano in attesa di conoscere quali siano le reali intenzioni della Regione.
I sindacati continuano a sostenere l’ipotesi di costituire una società pubblica, ipotesi per altro condivisa inizialmente anche dal presidente Frattura, che aveva anche scelto il nome: la Molise Entrate Spa. Ma negli ultimi giorni sarebbe emerso un nuovo orientamento, quello di indire un bando da parte di una associazione temporanea di enti.
«E’ una strada che non ci convince – hanno detto, a chiare lettere i sindacati – perché si tratterebbe di affidare nuovamente il servizio di riscossione ad una azienda privata che non offrirebbe garanzie per la riassunzione di tutti i lavoratori e per un servizio di riscossione redditizio».
Una posizione che sarà ribadita nel corso dell’incontro richiesto alla Regione, chiamata a chiarire, una volta per tutte, in che modo intende affrontare e risolvere il problema che coinvolge novanta lavoratori e le rispettive famiglie.




