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domenica, Maggio 3, 2026

Gam, l’attacco frontale di Iorio a Frattura: colpa sua se l’azienda ha chiuso i battenti

AperturaGam, l'attacco frontale di Iorio a Frattura: colpa sua se l'azienda ha chiuso i battenti

di ANNA MARIA DI MATTEO

Dura presa di posizione dell’ex govenatore che addebita alla  Giunta regionale la responsabilità del fallimento delle trattative con il gruppo dei Leocata per l’acquisizione dell’azienda avicola

 

Il ciclone Iorio, tanto per restare in tema meteorologico,  si è abbattuto con veemenza sul presidente Frattura. L’ex governatore ha incontrato i giornalisti per dire la sua su tutto quello che sta accadendo in Molise negli ultimi mesi. L’affondo è durissimo. Ha preso spunto dalla vicenda Gam Iorio per denunciare tutte le inadempienze, gli errori, del governo regionale di centrosinistra in relazione alla soluzione della vertenza. “La chiusura dell’impianto di Bojano è il degno corollario dell’operato e delle promesse del governo regionale – ha attaccato – Abbiamo assistito in questi mesi ad una ridda di promesse e di ‘idee’  di risoluzione della problematica a costo zero da aspiranti stregoni  che dal cilindro tiravano via via le magiche soluzioni, cadute poi una  ad una”. L’ex governatore, ha addebitato responsabilità ben precise all’esecutivo regionale sul fallimento delle trattative con l’Avimec. “Il governo è riuscito a far scappare questo partner – ha accusato Iorio – perché ci sono voluti  nove mesi per la decisione e l’espletamento di una gara ad evidenza  pubblica, per poi accorgersi alla fine che non c’era più la filiera,  né c’era l’accordo con Leocata per il corrispettivo del servizio di   macellazione”.

Per I’ex presidente dunque il risultato di tutto “è la chiusura della filiera, spazientita dalle continue promesse, e dello stabilimento  per scelta politica”.  Iorio su questo punto è stato durissimo: “La chiusura a quanto si è appreso  sarebbe motivata dalla scarsa sicurezza sul lavoro dell’impiantistica generale – ha detto – Prima della chiusura la Gam macellava la bellezza di 20mila  polli a settimana per un equivalente di 3 ore a settimana di  funzionamento degli impianti. La prima domanda che sorge spontanea – si è chiesto – è: questo ritmo ‘ossessivo’ di lavoro non era compatibile  con una manutenzione straordinaria che mettesse intanto in sicurezza  i pochi impianti in uso? O c’è dell’altro dietro la chiusura? Ad  esempio la mancanza di materia prima?”   Infine la bocciatura dell’idea lanciata dal governatore Frattura di andare  avanti con una cooperativa: “E’ l’ennesima promessa che non troverà  alcun riscontro. La realtà è una sola: hanno preferito chiudere la  società per non prendersi la responsabilità di continuare ad investirci”.

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