Per loro sono gli ultimi giorni di una stagione piena di ombre e incertezza tanto da far registrare un forte calo delle presenze e dei consumi negli stabilimenti. Eppure – evidenziano i balneatori – durante l’estate bisogna mantenere il personale non solo il sabato e la domenica ma anche nei giorni in cui molti ombrelloni restano chiusi. Ora dal sindacato Fiba Confesercenti viene formalizzata una richiesta alle istituzioni regionali e nazionali, quella di riconoscere al comparto turistico-balneare lo stato di crisi per calamità naturale. Un appello rivolto ai sindaci della costa, al presidente della Regione e alle Agenzie delle Entrate e del Demanio. I titolari dei lidi ricordano le cattive condizioni del tempo che più volte hanno fermato i turisti e in particolare la tromba d’aria di fine giugno che ha danneggiato le strutture. Ma si evidenziano, tra le altre cose, gli alti costi di gestione, i canoni e la concorrenza sleale – sostengono i balneari – di strutture ricettive e socio – ricettive nate negli ultimi anni. Parlare ancora di turismo con questi presupposti per il futuro – ha affermato Pietro D’Andrea – è come recitare oggi il nostro de profundis”.
Da qui la richiesta di misure urgenti necessarie per evitare la chiusura di alcune imprese già nei prossimi mesi.Ai comuni il blocco dell’aumento del canone della tassa sui rifiuti e rate più lunghe. Al presidente Frattura di ritirare la delibera del 13 agosto sull’aumento delle concessioni regionali, di modificare il piano aree demaniali e, non ultima, una legge regionale sul sistema turistico del molise che si sostanzi in un’agenzia regionale in grado di attuare iniziative concrete e garantire una lunga stagionalità per offrire stabili occasioni di lavoro. Altre richieste sono rivolte al Governo centrale: defiscalizzare gli oneri sociali per il settore, sospendere in via temporanea il pagamento dei canoni demaniali e gli studi di settore o adeguarne i parametri alle caratteristiche delle attività balneari. Istituire – hanno proposto infine i balneatori – un credito d’imposta dedicato agli investimenti per ammodernare le strutture turistiche”.



