L’incontro tra Bianchi, le Rsu e i responsabili territoriali dei sindacati di categoria di Uil e Ugl è durato solo pochi minuti. Di fatto è servito a poco o nulla. A causa di altri impegni assunti in precedenza dal patron dell’Ittierre, il chiarimento richiesto c’è stato solo in minima parte. Bianchi – ha riferito il segretario provinciale della Uiltec, Amico Antonelli – ha in parte ridimensionato le preoccupanti voci sugli esuberi. Quei 450 licenziamenti – avrebbe detto l’imprenditore comasco – sono stati estrapolati da un altro contesto. Seppur messi a verbale durante l’incontro con i fornitori che si è tenuto alla Prefettura di isernia, non rispecchiano la realtà. Sarebbe cioè solo la peggiore delle ipotesi. Saranno infatti i nuovi soci a stabilire il numero esatto di dipendenti da mandare a casa, ma non si dovrebbe comunque arrivare a quelle cifre allarmanti. In ogni caso – ha precisato Antonelli – degli esuberi bisognerà parlarne in contesti più ampi, ossia al ministero dello Sviluppo economico. Dello stesso parere la Femca Cisl. Per il segretario provinciale Francesco Di Trocchio, che insieme alle sue Rsu ha disertato l’incontro di oggi, “gli eventuali esuberi vanno portati esclusivamente all’attenzione del tavolo ministeriale, l’unico indicato e prendere qualsiasi decisione. Naturalmente – ha aggiunto – previa visione di un piano industriale pluriennale che indichi con chiarezza forza lavoro, piani di investimenti, griffe e marchi in portafoglio, fatturati previsti e i nomi dei nuovi soci. Solo dopo questo passaggio fondamentale – ha concluso il sindacalista della Cisl – se ne potrà parlare a livello locale”.



