Presentato in Senato il progetto sviluppato nel porto molisano. Dal dicembre 2025 tracciati oltre 4.500 chili di rifiuti. Il MIT e il MASE lavorano a modifiche della legge SalvaMare per rendere più efficace la gestione dei recuperi. Dal porto di Termoli a possibile modello nazionale per la tutela dell’ambiente marino. Il progetto Sea Trace, piattaforma tecnologica che utilizza la blockchain per tracciare i rifiuti accidentalmente pescati (RAP), è stato presentato il 4 novembre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, raccogliendo l’interesse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nel corso dell’incontro, promosso dal senatore Costanzo Della Porta, il consigliere giuridico del ministro Matteo Salvini e assessore regionale Michele Marone ha annunciato l’impegno del MIT, in collaborazione con il MASE, a lavorare a modifiche della legge SalvaMare per affrontare le criticità economiche e operative legate alla gestione dei rifiuti recuperati dai pescatori. Tra le soluzioni considerate anche quella sperimentata a Termoli attraverso Sea Trace. Il progetto, sviluppato da Innovation Sea con il contributo di Guidotti Ships e The Nest Company, consente di registrare ogni conferimento di rifiuti, indicando tipologia dei materiali, quantità e posizione geografica del recupero. Le informazioni vengono certificate attraverso la blockchain, creando un registro digitale verificabile dalle autorità, dai gestori e dalle istituzioni. La piattaforma è attiva in via sperimentale nel porto di Termoli dal dicembre 2025 e ha già consentito di tracciare oltre 4.500 chilogrammi di rifiuti, grazie alla collaborazione con Regione Molise, Comune e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. L’obiettivo è rendere pienamente operativa la legge SalvaMare del 2022, che consente ai pescatori di recuperare e conferire a terra i rifiuti accidentalmente finiti nelle reti. La mancanza di strumenti tecnologici obbligatori per documentare l’intera filiera rappresenta, tuttavia, uno dei limiti nell’applicazione della normativa. Anche dal MASE è arrivata un’apertura. Pietro Cucumile, direttore generale Economia circolare e bonifiche, ha definito la blockchain uno strumento utile per garantire dati affidabili e certificati, funzionali anche alla rendicontazione delle politiche ambientali. Il senatore Della Porta ha indicato nell’esperienza termolese un possibile modello da estendere su scala nazionale, mentre il presidente dell’Autorità portuale Francesco Mastro ha sottolineato il valore della sperimentazione, che permette di conoscere quantità e tipologie dei materiali recuperati, individuare le aree marine più compromesse e programmare interventi mirati. All’incontro ha manifestato interesse per una possibile sperimentazione anche la Regione Puglia, attraverso un videomessaggio dell’assessore Francesco Paolicelli. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, l’europarlamentare Aldo Patriciello, Francesca Biondo di Federpesca, Raffaella Giugni di Marevivo e rappresentanti del mondo imprenditoriale, associativo e accademico. Per Termoli si tratta di un riconoscimento importante: un’esperienza nata nel porto molisano potrebbe contribuire a definire nuovi strumenti nazionali per la gestione dei rifiuti marini e il coinvolgimento diretto dei pescatori nella salvaguardia dell’ecosistema.




