Il gruppo dei 200 cittadini firmatari della segnalazione-diffida sull’applicazione dell’art. 23 del Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana ha replicato – con una nota diffusa dall’avvocato Aldo Marianera – alla nota della Sindaca Marialuisa Forte, con la quale l’Amministrazione ha comunicato l’attivazione di servizi straordinari di controllo del territorio svolti in coordinamento con la Questura e la programmazione di interventi congiunti con ARPA Molise.
Secondo i firmatari, il riscontro non affronta però le questioni sollevate nella diffida. «I controlli finalizzati alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana non possono essere considerati equivalenti ai controlli sulle emissioni sonore», osservano i cittadini, ricordando che la verifica del rispetto dei limiti acustici richiede specifici accertamenti tecnici e rilievi fonometrici.
Nella replica si evidenzia inoltre che non è stato chiarito se il Comune abbia avviato l’istruttoria documentale sugli esercizi interessati né se sia stata formalmente richiesta l’attivazione di ARPA Molise, passaggi che la stessa Agenzia aveva indicato come necessari per procedere ai controlli. Restano inoltre senza risposta le richieste relative all’eventuale adozione di ordinanze specifiche, al ripristino del testo originario dell’art. 23 del Regolamento, alla limitazione della somministrazione e del consumo all’esterno nelle ore notturne e alla verifica amministrativa dei dehors.
La nuova nota, trasmessa anche a Prefettura, Questura, Polizia Locale, ARPA Molise, Soprintendenza e Assessore alle Attività Produttive, chiede di conoscere entro quindici giorni modalità ed esiti dei controlli serali e notturni sulle emissioni sonore, il personale impiegato, le eventuali sanzioni adottate e le modalità con cui i cittadini possono attivare segnalazioni nelle ore notturne. I firmatari chiedono inoltre che venga espressamente dichiarata l’eventuale assenza di un servizio dedicato ai controlli in materia di rumore. La comunicazione costituisce anche formale istanza di accesso agli atti.
“Non chiediamo di contrastare le attività economiche – dichiarano i firmatari –, ma di sapere in modo preciso come vengono verificati i limiti di legge e come i residenti possano attivare i controlli quando serve, a tutela del riposo e della salute, garantita dall’art. 32 della Costituzione.”
In assenza di un riscontro completo, il gruppo annuncia di riservarsi ulteriori iniziative nelle sedi competenti per la tutela della quiete pubblica e della salute dei residenti.




