Ponte crollato sul Trigno, coppia a Chi l’ha Visto: la strada non era chiusa

CronacaPonte crollato sul Trigno, coppia a Chi l'ha Visto: la strada non era chiusa

Il Comitato si chiama ridateci il ponte. Al primo di ottobre, all’appello lanciato per la ricostruzione, o quantomeno per una soluzione alternativa al viadotto sul Trigno crollato il 2 aprile, avevano risposto in 17mila. 17mila cittadini hanno firmato la petizione on line con la quale si chiede di riannodare i due tronconi della Statale Adriatica, interrotta al chilometro 526 della strada che fiancheggia la costa, raddoppiando l’autostrada A14.

Da un lato le lungaggini della burocrazia, il tratto di strada è di competenza Anas, in territorio di Montenero di Bisaccia. Dall’altro le indagini della Procura della Repubblica di Larino, stanno dilatando i tempi facendo della questione una delle storie all’italiana.

La protesta raccoglie le esigenze di un territorio, quindi di un’economia, che fa del collegamento dell’Adriatica un punto di forza. Ne ha risentito, ad esempio, in modo notevole il turismo della zona nella scorsa estate. Ma anche la logistica di ogni giorno, per le migliaia di persone che si spostano per lavoro, ne risente in modo evidente.

Oltre ai tanti aspetti pratici, c’è poi il risvolto emotivo e tragico della scomparsa di Domenico Racanati. Il pescatore di Bisceglie che al momento del crollo del viadotto stava transitando sul ponte e con ogni probabilità è finito schiacciato sotto le arcate del ponte con la sua Fiat Bravo. Da quella mattina non ci sono tracce né sue né dell’auto.

I ripetuti e accorati appelli della moglie e della figlia, oltre a quelli degli altri familiari, sono rimasti lettera morta, producendo solo risposte di natura tecnica. Non ci sono tracce di metalli nel Trigno, dopo i rilievi fatti anche con i metal detector. Dunque Domenico Racanati al momento resta solo uno scomparso.

La carcassa di cemento finita nel Trigno non è stata ancora rimossa. Tra appalti, gare e cantieri se ne saprà qualcosa entro dicembre del 2027.

A Chi l’ha visto, nella puntata di ieri, una coppia di automobilisti ha raccontato di essere scampata alla tragedia. Si trovava subito dietro l’auto di Racanati, quando il viadotto è crollato e la Fiat è finita nel fiume. Le transenne che avrebbero dovuto impedire la circolazione non c’erano. Un elemento in più che l’inchiesta di Larino dovrà chiarire.

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