L’inchiesta sul giallo di Pietracatella ha vissuto oggi una delle sue giornate più frenetiche. Sono state disposte alcune perquisizioni nei confronti di Gianni Di Vita. Alle 8 e mezza del mattino l’ex sindaco arriva insieme agli agenti della squadra mobile in quello che è il suo studio a Pietracatella. Si trova in via Risorgimento, in uno stabile che è proprio di fronte alla casa della famiglia Di Vita ma a differenza dall’abitazione, il piccolo ufficio non è sotto sequestro. E’ dunque lo stesso Di Vita ad aprire la porta per la perquisizione. Qui tutto dura pochi minuti. Alle 9 l’auto della polizia con a bordo gli agenti e lo stesso ex sindaco è già in viaggio verso Campobasso. La tappa successiva è lo studio del commercialista nel capoluogo, si trova in via D’Amato. Qui Di Vita lavora ancora oggi e qui lavorava anche con sua moglie Antonella, uccisa a dicembre con la ricina insieme alla figlia Sara. Nell’ufficio del capoluogo le operazioni sono più lunghe. I poliziotti restano all’interno un’ora e mezza e quando escono portano con loro anche lo stesso Di Vita. Scuro in volto, esce scortato dagli agenti e sale a bordo dell’auto per essere portato in questura. Non è indagato e non è stato sentito. Il passaggio negli uffici di via Tiberio è perché deve firmare il verbale delle operazioni appena terminate. Resta per poco più di un’ora e esce intorno a mezzogiorno ancora una volta a bordo di un’auto della questura. I giornalisti provano a fare domande ma lui come al solito va via senza rispondere.
Stando a quanto si apprende le perquisizioni di queste ore sono scattate dopo che negli ultimi giorni gli investigatori hanno raccolto nuovi elementi ritenuti significativi per la soluzione del caso. Non si è trattato infatti delle classiche perquisizioni a 360 gradi ma piuttosto di una azione mirata per prelevare determinato materiale. Alla fine si è saputo che dai due uffici sono stati portati via documenti e una borsa di Antonella Di Ielsi con dentro effetti personali.




