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giovedì, Settembre 24, 2026

Tubone, consiglieri regionali Pd: “Programmate le audizioni in Commissione”

AttualitàTubone, consiglieri regionali Pd: "Programmate le audizioni in Commissione"

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri reginali del Pd sulla questione “Tubone”

“Sul progetto del ‘Tubone’ (completamento dell’irrigazione del Basso Molise e interconnessione Biferno-Fortore), l’Aula del Consiglio regionale deve decidere sulla scorta di dati certi, perché è un gioco il futuro di un bene, l’acqua, sempre più prezioso e da cui dipende il destino di tanti territori, a partire da quelli del basso Molise. Ringraziamo il Presidente Di Lucente e il consigliere Sabusco per aver accolto la nostra richiesta di calendarizzare un fitto programma di audizioni in Terza Commissione”.

A dichiararlo sono i consiglieri regionali Pd Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla.

“Occorre innanzitutto poter decidere senza dovere fare ricorso a previsioni “divinatorie”: si cita uno studio di fattibilità pronto solo al 70%, ma lo studio va concluso, validato e valutato. Non ci sono certezze sui costi (ad ettaro) per l’energia che gli agricoltori molisani dovrebbero affrontare. Il Consiglio può decidere solo se informato in merito a questi due aspetti.

Se lo studio dovesse evidenziare -anche alla luce degli scenari che i cambiamenti climatici ci prospettano- dei surplus di risorsa idrica e costi convenienti, comunque sarebbero da approfondire e valutare alcuni punti imprescindibili, che la bozza di protocollo affronta in maniera non adeguata per il Molise:

– a fronte di 163 milioni di euro previsti nella bozza di accordo, gli unici stanziati sono 1,5M€ e 14,86M€ (Decr. 45/2025) per progettazione e primi interventi, che sono quelli che occorrono alla Regione Puglia; senza un atto finanziario di impegno delle risorse non si può procedere ad approvare alcun accordo;

– ristoro ambientale e svendita: sul punto la bozza dell’accordo va integralmente riscritta, perché i “soldi” per il Molise sono pochi e incerti;

– rubinetti chiusi per gli agricoltori molisani: in caso di crisi idrica, l’uso potabile per la Puglia, in base al testo esaminato, avrebbe la precedenza (ciò significherebbe, realisticamente la chiusura perenne dei rubinetti degli agricoltori molisani);

– governance e gestione sbilanciate: regia strategica e quella degli appalti sarebbero prevalentemente in mano alla Puglia. Idem per la competenza su Occhito, quando, invece, occorrerebbe superare la gestione esclusiva del Consorzio di Capitanata per il lago di Occhito, integralmente alimentato da acque provenienti dal Molise e da sempre utilizzate esclusivamente e senza ristoro dalla Puglia;

– costi di sollevamento: la bozza di protocollo prevede una situazione tutt’altro che vantaggiosa per gli agricoltori molisani;

– usi alternativi (turismo ed energia): un lago ha una pluralità di funzionalità. Vanno immaginate e programmate;

– dragaggio ignorato: l’accordo non affronta il problema dei detriti nell’invaso del Liscione;

– Monitoraggio e programmazione a monte: per il Biferno serve un sistema di monitoraggio e intervento costante, altrimenti “a valle” non si potrà governare il processo.

Immaginare un sistema, economicamente sostenibile, per l’irrigazione programmata dei territori dei Comuni del Molise attualmente non serviti, così da soddisfare la richiesta degli agricoltori, è una esigenza che avvertiamo con forza. Per il momento, però, gli atti acquisiti e l’accordo ipotizzato non danno alcuna garanzia a riguardo. Anzi.

Aspettiamo, quindi, gli approfondimenti in Commissione e tutti i dati necessari, per potere scegliere ciò che è meglio per il Molise, magari proponendo soluzioni tecniche alternative.

Questi i punti critici che offriremo alle valutazioni della Commissione e nelle audizioni, prima che si arrivi alla decisione finale in Consiglio Regionale”.

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