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martedì, Settembre 22, 2026

Consiglio regionale, passa all’unanimità mozione su Piana di Venafro

AttualitàConsiglio regionale, passa all'unanimità mozione su Piana di Venafro

Il Consiglio regionale, nella seduta di questo pomeriggio, ha approvato all’unanimità la Mozione, a firma dei consiglieri Di Baggio, Greco, D’Egidio, Cavaliere, Facciolla, Gravina, Fanelli, Romano, Salvatore, Primiani e Pallante, ad oggetto: “Rafforzamento strutturale delle misure di tutela ambientale e sanitaria nella Piana di Venafro – Revisione delle AIA, istituzione del monitoraggio pubblico e indipendente delle emissioni, adozione di un Piano straordinario di risanamento basato sui dati scientifici EPIVenafro+7, ISPRA e ARPA Molise, e piena attuazione degli obblighi giuridici conseguenti al superamento del valore obiettivo di Benzo(a)pirene”.

Sono intervenuti per esprimere la propria posizione politica in merito alla proposta di atto di indirizzo i Consiglieri Greco e Roberto Gravina, dell’Assessore Di Baggio e del Presidente della Giunta Roberti.

Nelle premesse dell’atto di indirizzo si rileva come, in data 24 settembre 2019, sia stata sottoscritta una convenzione tra ASReM e Comune di Venafro con il coinvolgimento dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, finalizzata alla realizzazione di uno studio epidemiologico ambientale sulla popolazione residente nella Piana di Venafro. Si rileva altresì che nella stessa area insistono impianti industriali ad elevato impatto emissivo (cementificio Colacem, termovalorizzatore HerAmbiente di Pozzilli, e altri opifici industriali), autorizzati tramite AIA e AUA rilasciate dalla Regione Molise. Si ricorda ancora, nella parte motiva, che la Regione Molise ha comunicato uno stanziamento FSC di circa 6 milioni di euro, di cui 1,2 milioni destinati a strumentazione ARPA, e ha avviato interlocuzioni con il MASE nonché con ARPA e ASReM.

Il quadro complessivo emerso configura una situazione di rischio sanitario attuale, documentato e non meramente ipotetico, caratterizzato da:

oltre quindici anni di superamenti costanti e reiterati dei limiti normativi di PM10 presso la stazione VE2, unico sito molisano in violazione permanente;
superamento accertato del valore obiettivo di Benzo(a)pirene (1,1 ng/m³ contro 1 ng/m³), sostanza classificata dall’IARC come cancerogeno certo per l’uomo;
eccessi statisticamente significativi di patologie cardiovascolari nella popolazione residente, con incrementi di rischio del 20-30% per ricoveri e di 2,5 volte per mortalità cerebrovascolare negli uomini residenti in aree a media esposizione agli NOx industriali, come documentato dallo studio EPIVenafro+7 pubblicato su BMC Public Health;
esposizione dell’intera popolazione residente a livelli di PM2,5 che, pur rientrando nei limiti nazionali, superano sistematicamente il valore guida OMS di 5 μg/m³.
Viene quindi dato conto che, nel corso delle audizioni svolte presso la III Commissione Consiliare nelle sedute del 1° ottobre e del 29 ottobre 2025, sono emerse le seguenti risultanze tecniche e istituzionali:

è stata ipotizzata da parte del CNR una stima di 25-30 decessi annui attribuibili al PM nell’area;
è stata richiesta una rielaborazione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) con limiti emissivi più stringenti, in considerazione dei recenti dati epidemiologici dello studio EPIVenafro+7 e tenuto conto dei valori guida dell’OMS, oltre all’introduzione di prescrizioni aggiuntive in applicazione del principio di precauzione;
le emissioni di NOx del cementificio, pur dimezzate nel decennio, si attestano ancora a circa 672 tonnellate/anno e continuano a rappresentare oltre il 75% del totale industriale dell’area, senza che tale riduzione abbia prodotto miglioramenti misurabili nella qualità dell’aria rilevata dalle stazioni;
è emersa con forza la criticità dell’attuale sistema di autocontrollo delle emissioni da parte degli opifici, che genera un evidente conflitto di interessi, non garantisce piena terzietà e non esclude il rischio di manipolazione dei dati;
è stato richiesto un sistema di monitoraggio gestito direttamente da ARPA Molise, con dati in tempo reale su piattaforma open data, finanziato con contributo obbligatorio delle aziende ai sensi del principio “chi inquina paga”;
ARPA Molise ha evidenziato la necessità di passare a una fase di programmazione di azioni volte al risanamento della qualità dell’aria.
Dalle stesse audizioni sono emerse ulteriori necessità tecniche prioritarie: analisi specifica sul Benzo(a)pirene e sugli IPA; verifica della presenza di diossine con il coinvolgimento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo (negli alimenti e negli animali); completamento dello studio di speciazione chimica del PM10 (PMF); realizzazione dell’inventario delle emissioni con metodologia bottom-up o mista; rafforzamento della rete meteo-micrometeorologica (almeno due nuove stazioni, come indicato da ISPRA); aggiornamento e piena operatività del Registro Tumori; studio di incidenza tumorale su base territoriale.

L’adozione delle misure richieste si fonda su un’istruttoria tecnico-scientifica completa e rigorosa. Di conseguenza, l’Assemblea impegna il Presidente della Regione e l’assessore competente a:

1. A disporre, entro 30 giorni, l’avvio del riesame straordinario delle AIA e delle AUA degli impianti presenti nella Piana di Venafro – con priorità per il cementificio Colacem e il termovalorizzatore HerAmbiente – in adempimento degli obblighi derivanti dall’art. 29-octies, comma 4, lettera a), del D.Lgs. 152/2006, prevedendo la conclusione del procedimento entro 90 giorni dalla data di avvio del riesame, introducendo:

limiti emissivi più restrittivi per NOx, Polveri,, IPA e Benzo(a)pirene, ain considerazione dei recenti dati epidemiologici di cui allo studio EPIVenafro+7 e tenuto conto dei valori guida dell’OMS, ai sensi dell’art. 29-septies del D.Lgs. 152/2006 e dell’art. 271, comma 4, del D.Lgs. 152/2006;
obbligo di adeguamento tecnologico alle migliori tecniche disponibili (BAT), con cronoprogramma vincolante e verificabile;
clausole di revisione automatica in presenza di nuovi dati sanitari o di superamento delle soglie di qualità dell’aria;
obbligo di contribuzione finanziaria ai sistemi pubblici di monitoraggio ai sensi del principio “chi inquina paga” ex art. 191 TFUE, art. 29-decies, comma 3, e art. 29-sexies, comma 6, del D.Lgs. 152/2006;
riesame integrato del carico emissivo complessivo dell’area, tenuto conto delle condizioni morfologiche e meteorologiche della Piana, come evidenziato dalla Relazione ISPRA 2022;
2. A prevedere, in applicazione del principio “chi inquina paga” sancito dall’art. 191 TFUE e in attuazione dell’art. 29-decies, comma 3, del D.Lgs. 152/2006, che:

siano inviati ad ARPA molise i dati grezzi di tutte le centraline di monitoraggio delle emissioni convogliate e diffuse dagli impianti AIA, eliminando in tal modo la possibilità per le aziende di manipolare i dati;
i dati siano acquisiti tramite sistemi certificati e trasmessi in tempo reale su piattaforma pubblica open data, con garanzia di tracciabilità, non modificabilità e piena accessibilità ai cittadini;
sia istituito un portale open data con pubblicazione continua di emissioni, ispezioni e superamenti;
il sistema sia finanziato mediante contributi obbligatori a carico delle aziende titolari di AIA, da determinarsi in sede di riesame delle autorizzazioni ai sensi dell’art. 29-sexies, comma 6, del D.Lgs. 152/2006, quale onere connesso all’esercizio dell’attività autorizzata in area caratterizzata da documentato rischio sanitario e da persistente violazione dei limiti di qualità dell’aria;
siano installate almeno due nuove stazioni meteo-micrometeorologiche dedicate, come raccomandato dalla Relazione ISPRA 2022, per la modellizzazione della dispersione degli inquinanti;
3. A predisporre, in adempimento dell’obbligo vincolante derivante dal superamento del valore obiettivo di Benzo(a)pirene ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. 155/2010 e in esecuzione del dictum della sentenza TAR Molise n. 175/2023, un Piano straordinario di risanamento ambientale per la Piana di Venafro che includa misure concrete, efficaci e immediatamente operative, dotate dei requisiti di efficacia, efficienza e sostenibilità prescritti dalla normativa vigente, e che preveda in particolare:

obiettivi di riduzione misurabili e scadenzati per PM10, PM2.5, NOx e BaP, in linea con i valori della Direttiva Europea 2024/2881 di prossimo recepimento da parte dello Stato italiano;
riduzione progressiva delle emissioni industriali con indicazione dei target annuali e delle tecnologie da adottare;
interventi specifici sulle biomasse domestiche (come principale sorgente invernale di PM10, secondo ISPRA e ARPA), inclusi incentivi alla sostituzione degli impianti e campagne di sensibilizzazione;
provvedimenti efficaci per limitare e, se necessario sospendere temporaneamente le attività (trasporti, lavori di costruzione, impianti industriali, agricoltura, riscaldamento domestico)che contribuiscono al rischio che le soglie crititche siano superate, con automatismo procedurale;
un cronoprogramma vincolante con indicazione delle risorse, dei responsabili e delle modalità di verifica;
distinzione esplicita tra aree conformi e aree critiche, con misure differenziate e proporzionali;
4. A:

finanziare e avviare lo studio specifico sul Benzo(a)pirene e sugli IPA nella Piana, con metodologia conforme alle linee guida nazionali e comunitarie per la gestione dei valori sotto limite di rilevabilità, garantendo la piena trasparenza dei dati grezzi;
avviare la verifica della presenza di diossine (su alimenti e animali) con il coinvolgimento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo ;
completare lo studio di speciazione chimica del PM10 (PMF) avviato da ARPA Molise (maggio 2024 – maggio 2025) e pubblicarne i risultati su piattaforma pubblica;
completare l’inventario delle emissioni con metodologia bottom-up ovvero mista, includendo biomassa domestica, traffico reale (con conteggio dei mezzi pesanti), agricoltura e zootecnia;
installare almeno due nuove stazioni meteo-micrometeorologiche permanenti nella Piana;
aggiornare il Registro Tumori regionale e avviare uno studio di incidenza tumorale su base territoriale che consenta di monitorare nel tempo i segnali emersi dallo studio EPIVenafro+7;
attivare uno screening sul latte materno e approfondire le segnalazioni di aumento di malattie neurologiche nella popolazione, come richiesto dall’Associazione Mamme per la Salute e l’Ambiente;
installare una rete di deposimetri per il monitoraggio delle deposizioni al suolo;
5. A destinare prioritariamente e con specifica voce in bilancio:

le risorse FSC già stanziate (circa 6 milioni di euro, di cui 1,2 milioni per strumentazione ARPA) per il monitoraggio pubblico permanente, il Piano di risanamento e il rafforzamento scientifico;
eventuali fondi PNRR, PSC e MASE per le infrastrutture di monitoraggio e risanamento;
i contributi obbligatori a carico delle aziende, in applicazione del principio “chi inquina paga”, da destinare al sistema pubblico di monitoraggio;
6. A:

relazionare semestralmente al Consiglio Regionale sullo stato di attuazione del presente atto di indirizzo, con indicatori quantitativi di avanzamento;
riaprire la Conferenza dei Servizi per il riesame complessivo dell’area industriale della Piana previo confronto con la struttura/servizio regionale di tutela ambientale;
istituire un Tavolo permanente con ARPA Molise, ASReM, CNR, IZS Teramo, Comuni della Piana e rappresentanze civiche (inclusa l’Associazione Mamme per la Salute e l’Ambiente), con riunioni almeno trimestrali e pubblicazione degli atti;
restituire alla comunità i risultati di tutti gli studi in modo chiaro e completo, come raccomandato dal CNR, quale base per decisioni consapevoli e condivise;
rendere pubblicamente accessibili, senza eccezioni, tutti i dati grezzi di monitoraggio ambientale, in coerenza con il principio di trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

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