Il pareggio casalingo contro il Pineto lascia in dote diverse riflessioni in casa Campobasso. Perché se si guarda alla prestazione, alla gestione di buona parte della gara, all’approccio iniziale, alle occasioni create e alla predominanza territoriale, c’è davvero poco da rimproverare ai Lupi. Il Campobasso gioca bene, costruisce, arriva con continuità dalle parti della porta avversaria e riesce anche a segnare. È accaduto domenica, con il doppio vantaggio costruito attraverso due belle reti: prima quella di Prado, poi soprattutto il gol di Cristallo, che sembrava aver definitivamente indirizzato una partita fino a quel momento controllata dai rossoblù.
Ma nel calcio i conti si fanno al novantesimo e la prestazione deve necessariamente essere accompagnata da attenzione, solidità e capacità di leggere i diversi momenti della gara. Ed è proprio qui che nasce il paradosso del Campobasso di questo avvio di stagione: una squadra che mostra una qualità dell’organico netta ed evidente, capace di produrre gioco e creare occasioni, ma che talvolta finisce per vanificare quanto di buono costruito attraverso errori evitabili. Contro il Pineto sono emersi innanzitutto errori tecnici individuali in occasione delle due reti subite. Sul secondo gol, in particolare, anche l’indecisione nell’uscita del giovane Apsīts contribuisce a creare una situazione che una squadra in vantaggio non dovrebbe concedere. Ma ridurre tutto agli errori dei singoli sarebbe troppo semplice. C’è anche una questione di tenuta mentale e caratteriale. Essere avanti 2-0 al Molinari e subire due reti nel giro di quattro minuti significa aver perso improvvisamente lucidità e controllo. E per una squadra esperta, costruita con ambizioni importanti e che ha scelto anche di rinunciare agli incentivi legati al minutaggio, sono situazioni sulle quali bisogna necessariamente lavorare.
C’è poi l’aspetto tattico. Passi anche il primo gol ma il secondo, arrivato all’88’, è difficilmente spiegabile soltanto attraverso l’errore individuale. Il Campobasso in quel momento è troppo sbilanciato, mancano le necessarie coperture preventive e viene concesso al Pineto uno spazio che, sul 2-1 a pochi minuti dalla fine, avrebbe dovuto essere protetto diversamente. E non è neppure un episodio completamente isolato. Qualcosa di simile era accaduto a Grosseto, dove i Lupi avevano costruito le condizioni per conquistare l’intera posta, salvo poi lasciare per strada altri punti attraverso errori evitabili.

Può starci in una fase iniziale della stagione, con una squadra profondamente rinnovata che deve ancora completare il proprio percorso di costruzione. Adesso, però, è arrivato il momento di specchiarsi un po’ meno nella qualità del gioco e di trasformare le buone prestazioni in risultati, soprattutto quando, per quanto prodotto nell’arco dei novanta minuti, si merita di vincere. È questo probabilmente il passaggio più importante che attende Devis Mangia e il suo Campobasso: dare maggiore solidità e maturità a una squadra le cui qualità tecniche sono fuori discussione, evitando di lasciare per strada punti che alla lunga possono diventare pesanti. Si apre così una settimana importante, quella che porterà i rossoblù alla trasferta di San Benedetto del Tronto, altro banco di prova per capire quale risposta saprà dare il Campobasso dopo il pareggio con il Pineto.
Ieri, intanto, si sono disputate le ultime tre gare della sesta giornata del girone B. Si sono disputate ieri, intanto, le ultime tre gare della sesta giornata del girone B. Fa sul serio lo Spezia, che supera 3-1 la Vis Pesaro e torna da solo in testa alla classifica a quota 16 punti, raccolti in appena sei giornate. Un avvio importante per i liguri, mentre si complica ulteriormente la situazione della Vis Pesaro, sempre più ultima in classifica. Non si fanno male Pianese e Sambenedettese, che impattano 1-1 e restano entrambe nei bassifondi della graduatoria. Pareggio, infine, anche tra Gubbio e Livorno: allo stadio Città dell’Aria termina 1-1.



