23.4 C
Campobasso
venerdì, Settembre 18, 2026

Ai volontari del Servizio civile il saluto del direttore Caritas di Trivento

AttualitàAi volontari del Servizio civile il saluto del direttore Caritas di Trivento

 

Con grande gioia accogliamo nella nostra Caritas di Trivento Suemy, Camilla e Ludovica- scrive don Alberto Conti- tre giovani che hanno fatto una scelta bella, coraggiosa e significativa: dedicare un anno della loro vita al Servizio Civile, mettendo a disposizione tempo, energie, entusiasmo e capacità a servizio degli altri.
In un tempo nel quale, troppo spesso, sembrano prevalere l’indifferenza, la solitudine e la tentazione di pensare soltanto a se stessi, la vostra scelta ci ricorda che un altro modo di vivere è possibile. È possibile fermarsi, ascoltare, prendersi cura, condividere. È possibile scegliere di non voltarsi dall’altra parte davanti a chi è solo, a chi vive una situazione di fragilità, a chi attraversa un momento difficile o non riesce a far fronte alle necessità della vita quotidiana.
Il Servizio Civile non è semplicemente un anno da trascorrere facendo qualcosa per gli altri. È un anno che può cambiare la vita, perché quando ci si mette accanto alle persone, soprattutto alle più fragili, si scopre che non si dona soltanto qualcosa: si riceve molto di più. Si incontrano storie, volti, sofferenze e speranze che ci aiutano a guardare il mondo con occhi diversi.
Suemy, Camilla e Ludovica affiancheranno gli operatori e i volontari della Caritas nell’accoglienza di quanti bussano alla porta dei nostri Centri di ascolto. E vorrei sottolineare proprio questa parola: ascolto. Perché la prima forma di aiuto non è sempre una cosa da consegnare. A volte è un volto, un sorriso, una parola, una mano tesa, qualcuno che si ferma e dice: “Sono qui, ti ascolto”.
Insieme agli operatori prepareranno anche i pacchi con i generi alimentari e con quanto può essere necessario alle famiglie e alle persone che si trovano in difficoltà. Ma tutto questo dovrà essere sempre accompagnato da ciò che rende autentica la Caritas: la gentilezza, il rispetto, l’accoglienza, la discrezione e la capacità di riconoscere nell’altro non un “bisognoso”, ma una persona, con la sua
dignità, la sua storia e le sue speranze.
Per noi, infatti, la carità non può mai essere separata dalla giustizia. Non basta alleviare una difficoltà: dobbiamo anche cercare di comprenderne le cause e lavorare perché ogni persona possa ritrovare dignità, autonomia e speranza. Care Suemy, Camilla e Ludovica, grazie per aver detto sì a questa esperienza.
Grazie per il tempo che avete scelto di donare. Grazie per il vostro entusiasmo, per la vostra disponibilità e, soprattutto, per il vostro sorriso.
Entrate nella nostra Caritas non soltanto come volontarie, ma come compagne di strada. Troverete persone che hanno bisogno di aiuto, ma troverete anche persone dalle quali imparerete molto. E noi ci auguriamo che, alla fine di questo anno, possiate dire che non siete state soltanto voi a donare qualcosa agli altri: anche gli altri hanno lasciato qualcosa dentro di voi. Benvenute, dunque, Suemy, Camilla e Ludovica. Camminiamo insieme, con la convinzione che ogni piccolo gesto di attenzione può accendere una luce, che ogni persona accolta è una persona a cui viene restituita dignità e che, partendo proprio dai più fragili, possiamo contribuire a costruire una società più umana. E insieme – chiude don Alberto Conti – con le parole che ci sono tanto care, proviamo a costruire la “civiltà dell’amore” dentro il progetto di Sevizio Civile Universale che abbiamo voluto chiamare “Cammini di speranza”.

Ultime Notizie