Cinque medici indagati, circa duecento persone sentite come informate dei fatti. Le loro deposizioni hanno riempito diverse migliaia di pagine.
Intercettazioni telefoniche e ambientali, due sopralluoghi nella casa di via Risorgimento. Più di duecento reperti da analizzare a Berlino, tra cibo e campioni prelevati dagli esperti del Koch Institut.
Sono i numeri monstre del fascicolo siglato 396, e indicato come modello 21, cioè contro persone note, i medici.
Ma in questi ultimi sei mesi, gli agenti della Squadra Mobile, coordinati da Marco Graziano, hanno lavorato per scoprire e dare un nome agli ignoti contro i quali la Procura di Larino procede per omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dall’uso del veleno.
Un veleno, la ricina, trovato nei campioni di sangue e negli organi di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi all’istituto Maugeri di Pavia. Una scoperta che ha fatto sobbalzare perfino Carlo Locatelli, che il centro antiveleni lo dirige.
Tanto da coinvolgere nelle ricerche Christian Herzog, che già lo scorso 28 aprile era presente al summit chiesto da Elvira Antonelli proprio a Pavia, nella sede del Maugeri.
Il massimo esperto nelle ricerche sulla ricina ha poi organizzato con la polizia anticrimine di Berlino, la Squadra Mobile di Campobasso e la Procuratrice Elvira Antonelli il fantascientifico sopralluogo che si è svolto il 30 luglio nella casa di Gianni Di Vita.
Proprio nelle ultime ore, la stessa Antonelli che guida le indagini, ha fatto sapere che per avere i risultati sui quesiti posti agli esperti del Koch ci vorrà ancora qualche tempo. Almeno un mese.
Tempi che portano dritti verso la proroga delle indagini. In queste ore la Procura è al lavoro per completare la richiesta che sta per essere depositata alla cancelleria del Gip. Il giudice delle indagini preliminari, da prassi, concederà altri sei mesi.
Non è escluso che da questa colossale inchiesta emergano fatti e circostanze decisive anche prima della scadenza naturale, che a questo punto diventa marzo 2027.
Gli inquirenti ritengono di aver individuato il binario giusto e di poter mettere a posto tutte le caselle, che disegnano il quadro della pista sentimentale. Intanto, negli uffici di Larino è attesa la richiesta di proroga del fascicolo 396/26 modello 21. Il giallo di Pietracatella non ha ancora un finale scritto.



