
Fa specie che Antonio Federico (M5S) si arroghi presuntuosamente il diritto di porre il veto sulla partecipazione di Costruire Democrazia al campo progressista, sia perché, com’è noto a tutti, non abbiamo chiesto di entrarci, sia perché dimostra come l’agognato campo largo di cui discetta il centrosinistra nazionale, di fatto si restringa sempre di più, essendo ormai governato e inquinato da piccoli interessi di bottega, risentimenti personali e ambizioni individuali, senza un minimo di confronto politico su “cosa fare” e “come farlo” nell’interesse della nostra regione.
Alle scorse regionali (2023) Costruire democrazia ha conseguito il 6%, poco meno del M5S, raggiungendo il 20% alle comunali di Campobasso dell’anno successivo con il Cantiere civico e la candidatura a sindaco dell’avv. Pino Ruta, vale a dire più del doppio del M5S che si è reso indispensabile per battere il centrodestra. Vogliono farne a meno? Il centrodestra senz’altro li ringrazia.
L’aspetto più singolare e sintomatico della posizione espressa da Federico, in ogni caso, riguarda l’assoluta mancanza di confronto sui temi. Basti pensare alla sanità: non è fantozziano che il rappresentante del partito di Conte alzi il ditino per escludere Costruire democrazia e stenda invece tappeti rossi ai renziani – le cui percentuali sono da prefisso telefonico -, cioè agli ideatori del Decreto Balduzzi che rappresenta la principale causa dei mali che oggi sconta la nostra organizzazione sanitaria?
Insomma, un mondo alla rovescia da manuale.
La politica ridotta a risentimento e frustrazione personale non è politica: è mero asilo delle ambizioni dei galli sulla monnezza.
Se questi sono i presupposti (e gli uomini), non possiamo che confermare il nostro orizzonte politico già tracciato: quello di costruire una coalizione civica aperta a tutti i cittadini, che metta al centro gli interessi del Molise, coltivando le iniziative istituzionali che abbiamo già messo in campo in consiglio regionale, a partire dalla sanità, nel disinteresse più totale dei partiti nazionali, purtroppo anche e soprattutto del centrosinistra.



