Lettera aperta a firma del presidente del Consorzio di Tutela Tintilia del Molise, Claudio Cipressi:
“In occasione della manifestazione ‘Le Notti del Vino’, promossa dal Comune di San Martino in Pensilis, si è svolta una tavola rotonda incentrata sugli scenari attuali e sulle prospettive future della viticoltura molisana. In merito a tale dibattito, alcuni interventi – da parte di viticoltori, associazioni di categoria e altri attori del comparto – hanno avanzato una proposta di modifica del disciplinare della nostra DOC Tintilia del Molise. Nello specifico, è stato ipotizzato di istituire una DOCG sopra i 400 metri di altitudine e, contemporaneamente, di azzerare la quota minima di coltivazione (portandola a 0 metri s.l.m.) per la produzione IGT. Di fronte a questa ipotesi, avverto il dovere istituzionale e morale di esprimere la mia totale e assoluta contrarietà. La Tintilia del Molise rappresenta l’identità più profonda, autentica e storica del nostro territorio. Il legame con le aree collinari e montane non è un semplice dato burocratico, ma l’essenza stessa che conferisce a questo vitigno le sue caratteristiche uniche e inimitabili. Ribadisco quindi con fermezza la mia posizione: la DOC Tintilia non si tocca. I parametri attuali, che prevedono la coltivazione dai 200 metri in su, devono rimanere invariati per garantire la qualità e la credibilità che abbiamo faticosamente costruito in questi anni. Se altri attori della filiera sentono l’esigenza di valorizzare produzioni in zone differenti, sono liberi di promuovere una nuova DOC o IGT, battezzandola con un nome diverso. Non si può e non si deve utilizzare il nome della Tintilia per operazioni che rischiano di sminuirne il valore e la storia. Il Consorzio continuerà a vigilare e a battersi con determinazione per difendere l’integrità del nostro vitigno simbolo, senza cedere a compromessi dannosi per i produttori e per l’intero territorio molisano. Per quanto riguarda l’eventuale istituzione di una DOCG, qualora i soci la ritenessero opportuna, saremo gli unici a valutarla e a deciderla, a tempo debito e dopo attente analisi territoriali”.



