Completerà lo staff tecnico rossoblù ed andrà ad occuparsi di un aspetto – quello della condizione fisica – particolarmente rilevante nell’arco della stagione. In una ‘squadra nella squadra’ che, attorno al suo saldo condottiero Giuseppe Bua, ha operato diversi mutamenti a svolgere il ruolo del preparatore atletico ci sarà Stefano Moffa.
Docente universitario alla facoltà di Scienze del Benessere all’Unimol, il professionista fortorino non è alla prima esperienza sotto rete.
«Ho vissuto già una stagione tanto tempo fa nella serie C con il Cus Molise sotto invito di Gennaro Niro (il direttore sportivo dei rossoblù, ndr) – spiega – ora però il livello si alza. Parliamo del terzo torneo nazionale ed io che adoro le sfide sono entusiasta nel potermi rimettere di nuovo a battagliare».
Del resto la disciplina, come ripete spesso lo stesso Moffa ai suoi allievi universitari, è particolarmente intricata. «È lo sport più ‘violento’ di tutti dal punto di vista fisico perché ti porta a sforzi importanti nel breve periodo tra stacchi, movimenti secchi che conducono a lungo andare a grandi distanze ed una forza esplosiva ripetuta nel corso di ogni singola contesa e negli allenamenti».
Da parte sua, il preparatore atletico rossoblù è già arrivato coi compiti svolti. «Mi sono già incontrato con il tecnico Bua ed ho avuto modo di parlare con tutti i giocatori dell’organico – ammette – inviando ad ognuno delle schede specifiche per arrivare al meglio al primo giorno di preparazione».
In tal senso, per quello che sarà l’avvio del percorso, Moffa darà vita ad una metodologia pienamente in linea con l’aspetto del gioco.
«Nel confronto con Bua – spiega – abbiamo concordato una tipologia di lavoro che affondasse le basi su alcuni macronumeri legati alle prime due stagioni in A3 del team. Abbiamo analizzato i risultati e siamo andati ad individuare le principali pecche, come ad esempio i diversi set di partenza persi, oppure i terzi o quarti parziali non andati al meglio. Sono tutti aspetti che ti forniscono informazioni utili per programmare al meglio la preparazione».
Tanto più per un percorso laddove i picchi di forma dovranno essere numerosi e su più frangenti del torneo.
«Non bisogna fossilizzarsi solo sul carico iniziale – argomenta – anche se, analizzando il calendario di prima fase con solo undici squadre determinante sarà viaggiare spedite e gestire al meglio le situazioni. Proprio per questo cercheremo di vestire un abito atletico su misura per le esigenze del lavoro che dovrà essere portato avanti a fronte anche delle giuste richieste del club, che ha acquisito, nella sua dirigenza, una notevole esperienza in categoria».
Un aspetto rilevante nel lavoro sarà quello della forza abbinata alla pesistica. «La pallavolo ha nel suo insieme delle metodologie con diverse costanti. Da parte nostra, analizzando tutte le componenti, cercheremo di dar vita a dei sovraccarichi di forza nel momento giusto perché anche un aspetto come quello della velocità non può essere isolato dalla forza, che è una componente base per plasmare addosso ad ogni giocatore quelle che dovranno essere le sue caratteristiche basilari».



