
Corrado De Vito – Un vescovo missionario alle pendici dell’Himalaya, a Provvidenti presentazione del libro di Gabriella Paduano
Interviene il vescovo Claudio Palumbo
Sabato prossimo, 1° agosto, alle 21.00, nel Santuario Santa Maria della Libera di Provvidenti, sarà presentato il libro di Gabriella Paduano dal titolo “Corrado De Vito – Un vescovo missionario alle pendici dell’Himalaya”. Interverranno il vescovo di Termoli-Larino, S.E. Mons. Claudio Palumbo, mons. Gabriele Tamilia e Nirmala, Ancella dei Poveri.
A Ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi questo libro vuole ricordare la figura di un suo figlio spirituale: Padre Corrado da Provvidenti.
Un piccolo frate cappuccino nato in Molise che la Provvidenza del Signore porta ai piedi dell’Himalaya.
Una terra da una storia millenaria molto difficile da evangelizzare; un crogiolo di lingue, religioni, filosofie, costumi. Un’India, quella di fra’ Corrado, molto lontana da quella raccontata dai magnifici romanzi di avventura di Emilio Salgari.
Il missionario arriva in questa terra quando gli Inglesi tenevano l’India con un manipolo di soldati quasi tutti indiani. Un capolavoro politico.
Convertire gli indiani era difficile, la povertà era dovunque, camminare la sera tra i villaggi quasi impossibile per via delle tigri. Tuttavia subito si mette al lavoro, tra mille difficoltà.
Nel 1947, anno della svolta: l’India diventa indipendente, fra’ Corrado diventa mons. Corrado De Vito, il primo vescovo di Lucknow e prende la cittadinanza indiana. In ventitré anni e nove mesi di episcopato ebbe un solo obiettivo: la gloria della Chiesa in India. Fondò nel 1951 Le Ancelle dei poveri “The Maids of the Poor”, un istituto religioso femminile, di donne coraggiose e zelanti, senza divise o tante regole che potessero fare del bene nel Nord dell’India e in diverse parti del mondo. Una iniziativa che il cappuccino italiano avviava quando il Papa Pio XII riconosceva gli istituti secolari come forma di vita consacrata da vivere nella realtà del mondo. Corrado De Vito, un Padre Conciliare nel Concilio Vaticano II, fu tra i vescovi missionari stranieri il più interventista. Un uomo di pensiero ed azione, da testimonianze di coloro che lo conobbero, il frate era nato per essere una guida grazie al suo carattere: lo spirito di iniziativa, la perseveranza e il coraggio. Amministratore oculato, abile organizzatore, dotato di un grande spirito di osservazione. Sebbene progressista di idee cercò sempre il giusto mezzo tra la tradizione del passato e le innovazioni del presente. Aveva una grande ammirazione per il cardinale Guglielmo Massaia, quel frate missionario cappuccino in Africa, che “rivoluzionò” il modo di fare Missione. Ebbe una alunna speciale: Indira Gandhi, futura prima premier dell’India; conobbe due santi: padre Pio da Pietrelcina e madre Teresa di Calcutta. Con la sua morte avvenuta nel 1970 l’India perdette un difensore dei suoi diritti e dei diritti del suo popolo. Appena nominato vescovo disse: “io voglio sacrificarmi ed essere sacrificato per le vostre anime.” Fino all’ultimo giorno della sua vita terrena rispettò queste parole. Oggi questa parte dell’India dove il missionario fu sulle orme di Francesco per quasi quarant’ anni, parla di lui con le opere che ha lasciato: orfanotrofi, ospedali e scuole. Vangelo e storia, Fede e politica sono dimensioni che si intrecciano e si impastano. È compito del cristiano fare in modo che da tale intreccio nasca un cammino fatto di giustizia e solidarietà. Questo è stato il messaggio che arriva ancora oggi della Missione di fra’ Corrado da Provvidenti
Gabriella Paduano – nata a Termoli, laurea in lettere, (Università G. D’Annunzio _ Chieti) insegnante di scuola superiore, giornalista, saggista, premio adriatico alla saggistica 2025, ha scritto: “I Principi Francone nel Contado di Molise” 2021, Palladino Editore, “Pietro Ramaglia, il medico molisano fondatore della moderna scuola medica napoletana” 2022 Caramanica editore ; Tiro Barbieri: Un turbolento mazziniano. Palladino Editore 2023. Ha scritto per alcuni giornali tra i quali Il Tempo; Si è specializzata presso Unimol di Campobasso nel management dei Beni culturali, ha lavorato per alcuni musei tra i quali il Macte di Termoli; ha ideato un premio letterario “ Il rifugio del poeta a Provvidenti”, attualmente è operatrice culturale del Comune di Ripabottoni.



