Il Partito Democratico del Molise accende i riflettori sull’operato della Centrale Unica di Committenza (CUC) della Regione, presentando tre distinti atti ispettivi per fare chiarezza su procedure amministrative e decisioni che il gruppo consiliare considera di particolare rilevanza per il buon andamento dell’azione pubblica.
L’iniziativa nasce dalla convinzione che, anche nel periodo estivo, non debbano passare inosservati provvedimenti destinati ad avere un impatto significativo sull’organizzazione della macchina regionale e sulla gestione degli appalti pubblici.
I tre atti riguardano questioni ritenute centrali: la modifica del regolamento della CUC, la gestione della gara relativa agli interventi sulla frana di Petacciato e i trasferimenti del personale all’interno dell’amministrazione regionale.
Il primo intervento prende le mosse dalla deliberazione della Giunta regionale n. 224 del 3 luglio 2026, che modifica il regolamento della Centrale Unica di Committenza introducendo un preventivo nulla osta per le procedure di gara delle società interamente partecipate dalla Regione. Secondo il Partito Democratico, la scelta merita un approfondimento sotto il profilo giuridico e amministrativo, poiché sottopone le società in house a un regime più restrittivo rispetto agli altri enti del Sistema Regione, senza che il provvedimento ne motivi adeguatamente le ragioni. Inoltre, viene attribuito alla CUC un potere autorizzatorio i cui limiti e la cui compatibilità con il Codice dei contratti pubblici devono essere chiariti, evitando il rischio di una progressiva concentrazione delle funzioni di gestione degli appalti.
Il secondo atto è un’interpellanza urgente dedicata alla gara per gli interventi sulla frana di Petacciato. Pur riconoscendo l’urgenza di realizzare opere attese da anni, il PD esprime perplessità sulla scelta di procedere rapidamente all’affidamento dei lavori sulla base di un progetto elaborato prima del nuovo evento franoso dell’aprile 2026. Secondo i consiglieri democratici, il mutato quadro idrogeologico avrebbe richiesto un aggiornamento progettuale e una nuova campagna di indagini, così da garantire la piena efficacia dell’intervento e il corretto impiego delle risorse pubbliche. L’obiettivo, precisano, non è rallentare la realizzazione delle opere, ma assicurare che esse siano adeguate alle condizioni attuali e in grado di tutelare infrastrutture strategiche come l’autostrada A14, la strada statale 16 e la linea ferroviaria.
Il terzo atto ispettivo riguarda infine i criteri adottati per i trasferimenti del personale regionale e per i comandi in entrata, con particolare riferimento al caso del dirigente analista proveniente dall’ASReM. Anche su questo versante il Partito Democratico chiede chiarimenti sugli aspetti organizzativi e amministrativi che hanno portato alle decisioni assunte dalla Giunta.
“Con questi tre atti ispettivi – sottolineano i consiglieri regionali del Partito Democratico
– intendiamo esercitare fino in fondo il ruolo di controllo che compete all’opposizione, chiedendo trasparenza, motivazioni puntuali e pieno rispetto dei principi di efficienza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione. La Centrale Unica di Committenza rappresenta un nodo strategico nella gestione degli appalti regionali e, proprio per questo, ogni scelta che ne riguarda il funzionamento deve essere chiara, motivata e orientata esclusivamente all’interesse pubblico.”



