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mercoledì, Luglio 15, 2026

Piano Gestione dei Rifiuti: approvato l’aggiornamento in Consiglio Regionale

EvidenzaPiano Gestione dei Rifiuti: approvato l'aggiornamento in Consiglio Regionale

Il Consiglio regionale del Molise ha approvato a maggioranza l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti contaminati 2025-2030, adottato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 403 del 17 novembre 2025.

Il documento è stato licenziato con le modifiche introdotte dagli emendamenti presentati durante la seduta, al termine di un percorso che ha compreso la Valutazione ambientale strategica, la consultazione dei soggetti interessati e l’esame svolto dalla Commissione consiliare competente.

Il provvedimento è stato illustrato all’Aula dal relatore Massimo Sabusco.

L’aggiornamento del Piano rappresenta uno degli strumenti principali della programmazione ambientale regionale per il prossimo sessennio.

L’obiettivo è orientare le politiche pubbliche e i comportamenti dei cittadini e delle imprese verso un modello fondato sulla prevenzione della produzione dei rifiuti, sul riuso, sul riciclo, sul recupero dei materiali e, solo in ultima istanza, sullo smaltimento.

Tra le principali novità figura la riorganizzazione della governance territoriale attraverso l’istituzione di un Ente unico di governo dell’Ambito territoriale ottimale, rappresentativo di tutti i Comuni molisani, chiamato a favorire una gestione integrata e omogenea del servizio e a superare i divari ancora esistenti tra le diverse realtà locali.

Un ruolo centrale sarà affidato alla progressiva introduzione della tariffazione puntuale, attraverso la quale il costo del servizio sarà maggiormente collegato alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotta da ciascuna utenza, in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”.

La Regione predisporrà specifiche linee guida e schemi di regolamento destinati alle autorità competenti.

Il Piano prevede inoltre campagne permanenti di comunicazione e sensibilizzazione, programmi formativi nelle scuole, il potenziamento degli acquisti verdi e l’applicazione dei criteri ambientali minimi, nonché azioni specifiche per la valorizzazione della frazione organica, la riduzione dello spreco alimentare e la gestione dei rifiuti prodotti durante mercati, fiere ed eventi temporanei.

Particolare attenzione è dedicata anche ai rifiuti tessili, con il rafforzamento della raccolta differenziata, la promozione del riuso e della riparazione, il sostegno agli impianti di selezione e riciclo, la formazione degli operatori e l’attivazione di strumenti di monitoraggio.

Sul fronte delle bonifiche, il documento punta all’aggiornamento dell’anagrafe regionale dei siti contaminati, alla definizione delle priorità di intervento e alla semplificazione delle procedure.

Il Piano introduce, infine, un’analisi delle vulnerabilità climatiche delle infrastrutture dedicate alla gestione dei rifiuti, accompagnata da un sistema di monitoraggio annuale e da un confronto permanente con gli enti locali, gli operatori e i portatori di interesse.

“L’approvazione del Piano – ha dichiarato l’assessore regionale Roberto Di Baggio – non costituisce un semplice adempimento normativo, ma rappresenta una scelta strategica per il futuro del Molise. Mettiamo a disposizione dei territori una programmazione aggiornata, coerente con le direttive nazionali ed europee e indispensabile anche per accedere alle opportunità offerte dai fondi strutturali e di coesione”.

“Vogliamo superare la frammentazione della gestione, aumentare la raccolta differenziata, premiare i comportamenti virtuosi e accompagnare cittadini, Comuni e imprese verso una vera economia circolare. La tariffazione puntuale, l’Ente unico di governo, il contrasto allo spreco alimentare, la strategia sui tessili e una più efficace attività di bonifica sono parti di un unico disegno: rendere il Molise più sostenibile, moderno e sicuro”.

“Il risultato raggiunto – ha concluso Di Baggio – è frutto di un lavoro approfondito, svolto attraverso il confronto istituzionale, la Valutazione ambientale strategica e l’ascolto dei soggetti interessati. Adesso si apre la fase più importante, quella dell’attuazione, durante la quale sarà fondamentale la collaborazione di tutti i livelli istituzionali e dell’intera comunità regionale”.

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere d’opposizione del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina.

«Già nel novembre del 2023 — ha dichiarato Gravina — tutta l’opposizione sottoscrisse un’interrogazione a risposta scritta per ottenere chiarimenti sulla situazione della discarica di Montagano. Non era un atto isolato: era il segnale di un’attenzione costante che la minoranza ha mantenuto nel tempo su questa vicenda e, più in generale, sulla questione ambientale in Molise».

Un’attenzione che, sottolinea il consigliere del Movimento 5 Stelle, non è mai venuta meno neanche di fronte alle difficoltà oggettive che accompagnano la gestione di un impianto come quello di Montagano. «Ricordo ancora il grido d’allarme lanciato dall’avvocato Marinelli, all’epoca commissario liquidatore della Comunità Montana “Molise Centrale”, che chiedeva alla Regione di mettere in sicurezza il sito di Montagano — ha proseguito Gravina —. Una richiesta legittima, rimasta a lungo senza risposta adeguata e non posso non notare come, a distanza di poco tempo da quella sua sollecitazione, Marinelli sia stato sostituito nella sua carica».

All’interrogazione del 2023 ne è seguita anche un’altra, a risposta orale, nel 2025. Ma anche in quell’occasione, ricorda Gravina, l’opposizione è dovuta tornare sul tema per sollecitare chiarimenti più puntuali, ottenendo però soltanto una risposta generica, che non ha sciolto i nodi principali della vicenda.

«Se alcuni intenti contenuti nel piano possono essere condivisibili — ha affermato il consigliere M5S — rimane uno scetticismo molto forte sulle modalità. Sono troppi i Comuni molisani che si trovano prossimi allo zero nella raccolta differenziata o che versano in condizioni di assoluta inadeguatezza rispetto agli obiettivi che ci siamo dati come regione. I dubbi che noi poniamo oggi non sono ostruzionismo: sono la voce di quelle comunità che meritano risposte chiare su cosa succederà nei prossimi anni, su chi si farà carico degli investimenti necessari e su quali tempi realistici si pensa di operare».

L’invito di Gravina alla Giunta regionale è diretto: uscire dalla vaghezza programmatica e restituire al Consiglio e ai cittadini un quadro aggiornato e trasparente dello stato dell’arte, a partire dalla situazione impiantistica e dalla reale capacità dei territori di sostenere la transizione verso modelli più virtuosi di gestione dei rifiuti.

Voto contrario di Massimo Romano di Costruire Democrazia.

“Il mio voto contrario sul Piano regionale dei rifiuti- ha dichiarato Romano-  sia perché ignora del tutto le gravissime emergenze ambientali che sono state denunciate nel corso dell’audizione sul Piano della qualità dell’aria, in particolare con riferimento alla piana di Venafro, sia in quanto copre e finge di non vedere l’ambiguità riguardante la discarica di Montagano.

“Infatti- ha aggiunto- il provvedimento risulta completamente scollegato dal “Priamo”, ossia il piano della qualità dell’aria, rispetto al quale non più tardi di qualche settimana fa abbiamo acquisito importantissime valutazioni tecniche, in particolare dal CNR, che ha prospettato un chiaro nesso causale tra il dato di monitoraggio delle emissioni in atmosfera delle industrie insalubri, anche e soprattutto di trattamento dei rifiuti presenti nella piana di Venafro, e le gravissime conseguenze sulla salute pubblica e privata dei cittadini residenti nelle aree limitrofe. In secondo luogo, il Piano dei rifiuti approvato oggi chiude un occhio, anzi tutti e due, sull’anomalia della discarica di Montagano, di proprietà della comunità montana, ente che pur essendo in liquidazione dalla notte dei tempi, ha proceduto ad approvare un project financing per l’ampliamento dell’impianto, con riflessi oltremodo dubbi sia in punto di legittimità, sia rispetto ai profili ambientali, sia riguardo ai ristori economici negati al Comune. Ragioni più che sufficienti, unitamente ad altre, per esprimere un voto nettamente contrario su una materia sensibilissima, quale la gestione dei rifiuti, che avrebbe richiesto atteggiamento politico ben più severo e rigoroso.”

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