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martedì, Luglio 14, 2026

UILM: “Servono nuove politiche per transizione e rilancio del settore auto”

EvidenzaUILM: "Servono nuove politiche per transizione e rilancio del settore auto"

La UILM chiede una revisione delle politiche europee sulla transizione ecologica e il ripristino del Fondo Automotive per sostenere un comparto in forte difficoltà. È quanto hanno ribadito il segretario generale Davide Sperti e il segretario nazionale Gianluca Ficco nel corso del tavolo sull’automotive convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo il sindacato, il piano industriale di Stellantis è in fase di attuazione, ma restano forti preoccupazioni per il futuro degli stabilimenti italiani. In particolare, la UILM sottolinea la necessità di rafforzare le produzioni di motorizzazioni a Termoli, ritenute strategiche per garantire l’occupazione e sostenere i nuovi modelli previsti negli impianti di Melfi e negli altri siti del gruppo. Chiesto inoltre un piano operativo per Cassino, con il rilancio della produzione Maserati e Alfa Romeo. Al Governo viene chiesto di intervenire in sede europea per modificare le regole della transizione, puntando su neutralità tecnologica, libertà di scelta dei consumatori e sostenibilità sociale, superando il sistema delle multe sulle emissioni. La UILM sollecita anche un “Made in Europe” capace di difendere l’industria europea e favorire investimenti produttivi, senza dipendenze industriali da Paesi extraeuropei. Critiche anche al ridimensionamento del Fondo Automotive, passato da 4,5 miliardi di euro nel 2024 agli attuali 1,34 miliardi. Per il sindacato si tratta di un taglio che priva il settore di strumenti fondamentali per affrontare la crisi. La richiesta è di ripristinare integralmente le risorse per sostenere la competitività delle imprese, ridurre il costo dell’energia, rafforzare gli ammortizzatori sociali e incentivare gli investimenti lungo tutta la filiera. La UILM valuta invece positivamente l’intenzione del Governo di introdurre il leasing sociale e di favorire processi di sviluppo e diversificazione industriale, pur avvertendo che una riconversione generalizzata dell’automotive non è realistica, considerata la dimensione e la specializzazione del settore.

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