Vent’anni non ancora compiuti (taglierà il traguardo il prossimo 17 settembre), prodotto delle Marche del volley – è nato ad Osimo, vive a Civitanova Marche ed è cresciuto nel florido vivaio della Lube – ed ha vissuto l’ultima stagione al Fonte Scodella con la maglia del Macerata.
Ottava ufficializzazione nell’organico degli EnergyTime Spike Devils Campobasso che verranno, in seno all’organico affidato al tecnico Giuseppe Bua ci sarà spazio anche per lo schiacciatore di due metri Alessandro Talevi, quinto elemento proveniente dall’A2 in quello che sarà il roster del club del presidente Marco Pulitano.
Alla quarta stagione da senior con le prime due in B tra Porto Potenza Picena e Roma (in casa Fenice), l’ultimo innesto in rossoblù ha avuto nel tecnico dell’ultima stagione – l’ex Fenice Isernia Romano Giannini – il più fiero sostenitore della sua scelta.
«Ho avuto modo di parlare con lui – confida – ed è stato il primo a spingermi per una simile scelta per quella che è la qualità del lavoro fatto in questa regione».
Del resto, per uno schiacciatore «che punta ad eseguire al meglio tutti i fondamentali del mio ruolo il lavoro sotto i diversi aspetti, soprattutto a questa età, è fondamentale e, per il mio 2026/27, punto a crescere in attacco, in ricezione, a muro e nella correlazione tra quest’ultimo aspetto e la difesa».
A livello di elezione, per Talevi il fondamentale del cuore «è quello dell’attacco perché chiude il punto, ma è altrettanto vero che una bella ricezione aiuta, e non poco, il gioco».
Tanto più in un raggruppamento, come quello Blu della Serie A3 Credem Banca, dove «la qualità sarà ampia. Ci sono tanti competitor di rilievo, ma son certo che il nostro gruppo le affronterà con il giusto spirito di squadra».
E col supporto anche dei tifosi rossoblù. «Il pubblico è sempre, e non solo per definizione, l’uomo in più in campo. Il sostegno della gente ti consente di dare il massimo e speriamo, con il nostro percorso, di farli entusiasmare sempre più».
Del resto, a livello di obiettivi, per Talevi «questo gruppo non deve porsi limiti perché è una squadra forte e compatta che, col lavoro, saprà prendere ulteriori consapevolezze su quello che sarà il percorso che ci attenderà in futuro».



