È stato depositato questa mattina il ricorso al TAR Molise del Comune di Agnone contro la riconversione dell’ospedale “Caracciolo”.
L’azione legale insiste sul mantenimento dello status di presidio di area particolarmente disagiata, in aperta contrarietà al disegno di trasformazione in ospedale di comunità stabilito dal nuovo Programma Operativo.
Ad accompagnare il deposito, un gruppo di cittadini che si è recato davanti al tribunale amministrativo di Campobasso. A guidarli il sindaco Daniele Saia, insieme ad assessori e consiglieri agnonesi. All’incontro anche il presidente ANCI Molise, Gianfranco Paolucci.
Il ricorso, sostenuto da 53 Comuni del territorio attraverso apposite deliberazioni, è stato seguito dagli avvocati Stanislao Chimenti e Sara Fiorucci, dello studio legale Delfino e Associati – Willkie Farr & Gallagher LLP di Roma.
“Auspichiamo di ottenere una sospensiva che blocchi la riconversione prevista a fine mese – ha commentato Saia – In ballo ci sono la salute e la sicurezza dei cittadini dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese, che meritano di vedere riconosciuti i loro diritti garantiti dalla Costituzione. Ringrazio – ha concluso il primo cittadino – tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione di venerdì ad Agnone e all’incontro di oggi davanti al TAR. Sono stati momenti preziosi di unione”.

Il Tar concede la sospensiva – Dopo il deposito del ricorso del Comune di Agnone contro la riconversione dell’ospedale Caracciolo, il TAR Molise, con decreto del Presidente della prima sezione, ha accolto la domanda di misura interinale, sospendendo così l’esecutività di quanto previsto dal Piano Operativo per la struttura ospedaliera altomolisana, fino alla trattazione in Camera di Consiglio, prevista per il 15 luglio prossimo.
Difatti, per il momento, l’ospedale di Agnone continuerà a svolgere le sue funzioni senza l’interruzione prevista a partire dal 1º luglio.
“Si tratta – ha commentato il sindaco Daniele Saia – di un primo risultato incoraggiante, che voglio dedicare a tutte le persone che l’hanno sostenuto. Ci auguriamo che questa decisione possa aprire la strada a un dialogo con tutti gli attori istituzionali per ulteriori approfondimenti. L’obiettivo è superare il disegno di riconversione, che per noi resta inaccettabile, e trovare reali soluzioni alle attuali debolezze”.



