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sabato, Giugno 20, 2026

Partito Comunista dei Lavoratori: “Isernia, la balordaggine non ha etnia”

AttualitàPartito Comunista dei Lavoratori: "Isernia, la balordaggine non ha etnia"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Partico Comunista dei Lavoratori del Molise

Foto di Lorenzo TaccioliL’atto di balordaggine commesso da un migrante a Isernia, agli arresti per aver infastidito gli ospiti di un B&B, per aver leso agenti e danneggiato l’auto della polizia, come al solito fa scatenare in una parte della città le solite cagnare indiscriminate contro i migranti e ovviamente dando le colpe a una non meglio definita “sinistra”, nonostante al potere ci fosse peraltro il governo post fascista.
Pronti a cavalcare gli istinti più rozzi, ovviamente, sono gli sciacalli della destra più becera ed estrema, che hanno perciò piacere ogni volta che un migrante dà di matto oppure quando “quelli di colore” sono coinvolti in attività criminose (gestite dalle mafie nostrane di pura razza ariana).
Ed invero questi episodi sono una delle più alte fonti di propaganda xenofoba sino alle ultime idiozie sulla immaginifica “remigrazione” , il nuovo modo di chiamare il crimine della deportazione di massa di stampo razzista (per fortuna in ogni caso inattuabile), scimmiottando le bande assassine di Trump negli Usa respinte dalla indignazione di tutto il mondo civile.
In realtà tanta gente dell’Isernia civile e democratica respinge questo odioso sciacallaggio politico che peraltro aggrava soltanto la situazione sociale, partendo in primis da una considerazione elementare: la responsabilità di queste condotte è individuale e non può mai essere estesa automaticamente ad una intera comunità o etnia di appartenenza.
Ed infatti ci sono tantissime brave persone venute in Italia con viaggi della disperazione a rischio della vita, solo per sfuggire a guerre e miserie, a cercare solo un lavoro onesto per vivere in pace, anche se diffusamente in condizioni di semi-schiavitù per colpa della legge sulla “clandestinità” Bossi Fini e non solo.
Se un isernino delinque a nessuna persona sensata verrebbe in mente di dire che tutti gli isernini sono delinquenti.
E questo dato umano non può essere annullato neanche dal fatto – pur vero – che esiste un rapporto dialettico tra la propria condizione individuale e quella dell’ambiente in cui ci si forma e si vive, dalle proprie condizioni sociali, che possono variare dalla misera alla disperazione o all’agiatezza.
Detto questo è evidente che lo sciacallaggio delle destre becere, neo fasciste e post fasciste, anche a Isernia serve solo ad aggravare la condizione dei migranti e dei loro rapporti con la città, aizzando la violenza (ad esempio il brutale pestaggio avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 aprile scorso nel centro storico contro un inerme migrante da parte di ragazzini), e la xenofobia.
La stessa distruzione delle buone “politiche dell’accoglienza” operata soprattutto dalle destre e l’assenza di regolarizzazione dei migranti, rendendo essi “clandestini” cioè ricattabili, sono funzionali al super sfruttamento del capitale sul lavoro, al caporalato criminale, alle mafie, ai trafficanti di esseri umani finanziati anche dai nostri governi, che così condannano bambini, donne e uomini alle torture dei lager, ai viaggi della disperazione e spesso della morte (vedi accordi con la Libia e il rilascio del torturatore con volo di stato), anziché organizzare canali umanitari.
Senza dimenticare che i fenomeni migratori sono connaturati con l’umanità e la sua storia: nessuno può credere di fermarli se non lo sciocco che crede di fermare l’onda del mare con le mani.
Tanto più se le ondate migratorie hanno la propria radice in secoli di sfruttamento e impoverimento delle popolazioni africane e del terzo mondo da parte dell’imperialismo occidentale (a cui oggi si è aggiunto quello della Cina e della Russia di Putin).
Ma come al solito il capitalismo non riesce a risolvere i problemi che esso stesso crea.
E così ci si rifugia nella propaganda xenofoba: ma serve solo come arma di distrazione di massa per dirottare la rabbia sociale verso falsi obiettivi e guerre tra poveri, per favorire i potenti, mentre noi ci battiamo perché lavoratori italiani e migranti si uniscano nella lotta contro i padroni e gli sfruttatori per migliorare le condizioni di entrambe e vivere in pace nella civiltà vera, nella prospettiva socialista, contro le guerre generate dal capitalismo e dall’imperialismo, le stesse che continuano ad impoverire milioni di persone non solo in Occidente, ma soprattutto nel Terzo Mondo, donde l’emigrazione.

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