A levare tutti dall’imbarazzo ci ha pensato lo stesso Nicola Rocchia, nominato tre giorni da direttore sanitario dell’Asrem. Un suo precedente coinvolgimento politico, era stato candidato nelle liste della Lega, aveva sollevato dubbi sulla opportunità della sua nomina.
Ma lo stesso Rocchia, nelle ultime ore, ha evitato ogni strascico rinunciando all’incarico. Come concordato con il direttore sanitario, ha spiegato, avrei preso qualche giorno di riflessione prima di accettare. Dopo una attenta riflessione, ha argomentato Rocchia,
ho deciso di rinunciare all’incarico non sussistendo i requisiti e le condizioni opportune per assumerlo.
Fin qui la cronaca. Sul piano politico, il pasticcio non è piaciuto all’opposizione.
Non era il caso, ha commentato Roberto Gravina, esporre un professionista ad una simile figura.
Ma il consigliere regionale del Movimento cinque stelle è andato oltre chiedendo il conto a chi ha avuto la responsabilità di una nomina che non poteva e non doveva essere fatta:
Chi ha sbagliato, ha commentato il consigliere regionale M5s Roberto Gravina, deve pagare. Roberti, ha aggiunto, non deve rinnovare l’incarico di direttore generale a Giovanni Di Santo alla scadenza del contratto
Continuerò come ho sempre fatto il mio lavoro – ha concluso da parte sua Nicola Rocchia – garantendo impegno, dedizione ed abnegazione, nell’auspicio di poter essere ancora utile alla collettività”.



