Una situazione che si protrae ormai da un paio d’anni e che con cadenza periodica ricade sull’attività di pesca delle vongolare, che ogni mese si ritrovano a far fronte a una sorta di fermo biologico per permettere la ripopolazione della specie. Da lunedì scatta il nuovo periodo di fermo per la pesca dei molluschi bivalvi e, in particolare, delle vongole nel compartimento marittimo di Termoli. Il Capitano di Fregata Giuseppe Panico, comandante della Capitaneria di Porto locale, ha infatti disciplinato il nuovo ‘stop’ per le imbarcazioni professionali abilitate con il sistema della draga idraulica con apposita ordinanza. “Le barche da pesca con altri attrezzi, oltre alla draga idraulica – si legge sul provvedimento – possono optare per la continuazione dell’attività di pesca anche nel periodo di interruzione, previo sbarco delle attrezzature per la pesca dei molluschi bivalvi e apposizione dei sigilli da parte dell’Autorità Marittima”. Sono esentate solo le imbarcazioni che conducono un’attività finalizzata a scopi scientifici e di ricerca. Ed è proprio dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise che arriva la relazione con la quale si stabilisce la necessità del fermo, data la scarsità della specie ‘Chamelea Gallina’, ormai diventata una costante a Termoli, dove le vongolare sono impossibilitate a pescare oltre i propri confini di competenza, quindi nei compartimenti marittimi più vicini, come Manfredonia a sud e Ortona a nord, e sono costrette a ricorrere all’importazione, soprattutto da Ancona. Una situazione complessa che si aggiunge alle difficoltà che l’intero comparto molisano della pesca sta vivendo in questo delicato momento storico.



