Una mazzata. Verdure, pesce, carne, legumi. Per fare la spesa oggi è quasi necessario fare un mutuo. I prezzi delle materie prime negli ultimi due mesi sono saliti alle stelle.
Lo certifica anche l’Istat che segnala un aumento dei prezzi al consumo ad aprile dell’uno per cento su base mensile e di quasi il 3 per cento su base annua.
Ma a fare due conti, come ben sa chi mette la roba nel carrello al supermercato piuttosto che all’alimentari sotto casa, il segno più schizza fino al 28 per cento per i pomodori che in due mesi sono arrivati a sfiorare i cinque euro al chilo. Un chilo di pane oggi si vende anche fino a 4 euro.
Schizzata anche la frutta: quella di stagione per molti è inavvicinabile. Gli aumenti oscillano attorno al 20 per cento e nel complesso, segnala l’istituto nazionale di statistica il carrello della spesa degli italiani è aumentato dal 2021 ad oggi del 25 per cento. L’unica cosa che resta al palo sono i salari, di gran lunga lontani dal potere di acquisto.
Uno scenario aggravato nelle ultime settimane dal conflitto in Iran e dal blocco delle petroliere allo stretto di Hormuz. Le bollette dell’energia sono aumentate anche del 30 per cento, così come i carburanti.
Risultato, cresce l’inflazione. Tra le città italiane Campobasso, dopo Trapani e Brindisi, si colloca tra quelle meno care. Ma la crescita dell’inflazione di due soli punti percentuali incide sulla spesa media di una famiglia di 496euro in più all’anno. La metà rispetto agli aumenti di Padova, Vicenza e Caserta, le peggiori, ma comunque un fardello sul bilancio familiare che non tutti riescono a sopportare.
Mentre all’uscita dei supermercati anche i carrelli sono evidentemente sempre più vuoti.



