
Analisi del Dna, verifiche sui cellulari, studio degli schizzi di sangue e una perizia cinematica per ricostruire la dinamica dei fatti. Secondo il legale Piero Lorusso, difensore dei genitori di Andrea Costantini, questi accertamenti sono fondamentali e non più rinviabili nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del giovane, trovato senza vita a settembre scorso nel supermercato di Termoli dove lavorava.
Al centro dell’attenzione resta anche la perizia autoptica e tossicologica affidata al professor D’Ovidio, esito atteso a momenti e considerato un passaggio decisivo per l’evoluzione dell’indagine. Il procedimento continua infatti a muoversi su più ipotesi di reato: omicidio, istigazione al suicidio e omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Lorusso evidenzia inoltre come l’autopsia sia stata eseguita a distanza di circa quattro mesi dal decesso, quando il corpo era già in avanzato stato di decomposizione. Una circostanza che, secondo il legale, avrebbe reso più complessi alcuni accertamenti medico-legali, rafforzando la richiesta di ulteriori verifiche tecniche e scientifiche per chiarire ogni aspetto della vicenda.



